Mario Bussani

 

Mario Bussani – Zara 08.09.1937 – Trieste 22.07.2013

La vita e le prime attività lavorative

Dalla natia Zara la sua famiglia si trasferisce a Trieste durante la seconda guerra mondiale trovando un alloggio di fortuna in un vecchio stabile di via Media 8 (l’attuale via Matteotti). Mentre suo padre, da proprietario di un esercizio pubblico a Zara, si trova ridotto a fare da cameriere prima e banconiere poi in un bar, lui frequenta la scuola professionale con indirizzo commerciale F. Rismondo in cui si diploma nel 1951.
Spirito avventuroso e insofferente, dopo aver lavorato nel bar che il padre nel frattempo aveva acquistato, non si adatta a far la vita di barista e nel 1955 frequenta un corso per saldatore autogeno presso il Centro Addestramento Maestranze. Subito dopo si imbarca a Bremenhaven sulla nave passeggeri Arosa Sun in qualità di cameriere. Torna a Trieste dopo alcuni mesi di navigazione in Nord Atlantico deciso a continuare a navigare ma con un altro ruolo, in qualità di capitano marittimo. Tenta di iscriversi all’Istituto Nautico di Trieste, ma il titolo di studio che possiede non gli permette di accedervi: in quegli anni per poter frequentare il Nautico era necessario possedere la licenza di Scuola Media oppure quella della Scuola Professionale ad indirizzo marinaro. Essendo quest’ultima presente solo a Grado Mario Bussani l’anno seguente, dopo esservisi iscritto in qualità di esterno, si trasferisce nella cittadina lagunare con la barca a vela del padre (una passera lussignana di sei metri, senza tuga) in cui vivrà per alcuni mesi studiando e cibandosi soprattutto del pesce che gli veniva donato dai pescatori gradesi e che cucinava sul posto, su di un fornelletto a benzina.
Ottenuto nel giugno 1956 il sospirato titolo si iscrive all’Istituto Nautico, lavorando durante la stagione estiva del 1957 e del 1958 come aiuto cameriere presso la Birreria Dreher di via Giulia. Interrotti gli studi per il servizio militare, nel maggio 1959 è a Caserta alla Scuola Allievi Sottufficiali di Complemento da cui passa il 31 ottobre, con il grado di sergente dei bersaglieri, a Pordenone. Terminata la naja, dopo alcuni lavoretti saltuari, nel febbraio 1961 viene assunto alla SAIFAC (Società Anonima Infissi e Forniture Apparecchi di Chiusura) di Trieste, posto che lascia il 30 novembre per passare al Comune di Trieste avendo vinto un concorso per Vigile Urbano. Continua nel frattempo gli studi sino a conseguire, nel 1965, il diploma di Allievo Aspirante Capitano di Lungo Corso; nello stesso anno si iscrive all’Istituto di Zoologia e Anatomia comparata dell’Università degli Studi di Trieste, ateneo che frequenterà per anni senza però mai laurearsi (gli mancava un esame per completare la formazione). Fa comunque un corso di Ingegneria Sanitaria a Trieste (1971) ottenendo lo stesso anno il Diploma di Ecologia Marina presso l’Università di Lubiana; frequenta un Corso di Fisica degli Oceani e dell’Atmosfera indetto dal centro di Fisica Teorica di Miramare (1975).

 I ventiquattro anni in Comune

Mario Bussani metteva il massimo impegno in ogni impresa che affrontava e non poteva non eccellere anche nel servizio presso i Vigili Urbani. Nel corso del servizio prestato nel Corpo dei Vigili Urbani riceve vari elogi (1963: per aver arrestato due ladri di lambrette; gennaio 1965; aprile 1965; ottobre 1965; 1966; 1969 e poi 1971 per le indagini sugli inquinamenti costieri), encomi solenni (1964), apprezzamenti (ottobre 1966; 1976: per aver catturato dei ladri; 1976: per aver domato un incendio; 1978: due apprezzamenti per aver catturato dei ladri).
Per quanto sia uno dei migliori vigili urbani in servizio in quegli anni (ha sempre ottenuto la qualifica di “ottimo” ed è rimasta famosa la contravvenzione elevata a carico di un’autocorriera di magistrati in gita turistica e parcheggiata sulle rive in divieto di sosta) nel corso dei due decenni abbondanti passati con i Vigili Urbani Bussani ha sovente modo di diversificare la sua attività. Oltre ai distacchi per aggiornamenti del servizio militare cui era tenuto in quanto sottufficiale (1964, 1970) e alle aspettative per motivi di famiglia (1971, 1975) nel 1971 è trasferito per sei mesi alla Ripartizione XI – Sanità e Igiene per compiti connessi alla vigilanza sugli inquinamenti del porto. L’anno seguente passa, per altri sei mesi, alla Ripartizione VI – Pubblica Istruzione con il compito di curatore della Biblioteca del Consorzio per il Laboratorio di Biologia Marina di Santa Croce; nello stesso anno ottiene una licenza straordinaria per partecipare al Corso Internazionale sugli inquinamenti marini all’Università di Lubiana. Nel 1973 è distaccato nuovamente presso il Laboratorio di Biologia Marina mentre, dopo aver ottenuto il decreto prefettizio che lo nominava “Guardia giurata volontaria per la vigilanza del Parco Marino di Miramare”, negli anni 1976 e 1977 ha l’incarico del servizio stagionale di sorveglianza aerea e di polizia delle acque marine. Dopo aver usufruito, nel 1980, di un’autorizzazione per una missione in Ghana, nel 1981 il sindaco Manlio Cecovini lo trasferisce nuovamente alla Ripartizione Sanità e Igiene, ma stavolta con l’incarico di coordinatore dell’Unità Operativa Ambientale. Nell’ambito dell’attività svolta in quest’ultimo periodo vanno senz’altro ricordate tre Oasi di protezione: “Stagno e Conca di Percedol” (Ordinanza del Commissario Straordinario dd. 2 giugno 1982); “Fascia boschiva che si estende tra gli abitati di Barcola, Opicina-Obelisco e Prosecco anche sul ciglione carsico ivi inclusi il Bosco Probamira, boschi comunali Porenta e Koler” a nord della città (Ordinanza del Commissario Straordinario dd. 28 luglio 1982) e la “Landa carsica del Monte Concusso” (Ordinanza del Commissario Straordinario dd11 ottobre 1982) ad est.
Nel frattempo ottiene il brevetto di Guida speleologica (1963), è nominato agente di Polizia Zoofila (1969), chiede e ottiene di poter insegnare come supplente nelle scuole medie e superiori (1970), è autorizzato a fare il perito per l’inquinamento marino da idrocarburi (1973), è nominato vicebrigadiere dei Vigili Urbani (1975), dopo il terremoto nel Friuli (maggio 1976) è a Gemona con l’incarico di tenere i collegamenti con il sindaco di quella cittadina.
Chiude la parentesi comunale il 14 aprile 1984 venendo collocato, su sua richiesta, a riposo.

 L’attività speleologica

L’ingresso nella speleologia di Mario Bussani si può far iniziare dal dicembre 1953, anche se si trattava di una sorta di speleologia urbana. Allora nella Trieste, ancora sotto gli anglo-americani del Governo Militare Alleato, il sedicenne zaratino si era messo in testa di far saltare, assieme ad un coetaneo, la caserma di via Cumano, ore era stanziato un reparto di blindati inglesi. Per portar a termine il compito aveva preparato delle cariche esplosive (cheddite) e iniziato ad esplorare le fognature che da Rozzol finivano per passare sotto la caserma. Fortuna volle che nel 1954 l’occupazione militare angloamericana cessasse con l’arrivo dell’Italia. Negli stessi anni fa pure attività sporadica, anche se impegnativa, con qualcuno dei gruppi speleo locali fra cui, assieme agli uomini della Sezione Geospeleologica della Società Adriatica di Scienze Naturali, la memorabile esplorazione all’abisso di Fernetti, 88 VG, che portò alla scoperta dei nuovi rami.
Nel dicembre 1957 la sezione di Trieste del neocostituito sindacato di destra Filippo Corridoni, di cui Bussani fa parte, viene richiesta dal GEST di assistenza esterna durante gli scavi che stava conducendo alla Grotta del Cane di Basovizza, 136 VG, in quanto il gruppo era stato minacciato da giovani di un gruppo speleo di San Sabba, orientato politicamente a sinistra. Dopo alcune domeniche passate all’esterno in attesa dei fantomatici aggressori Bussani decide di scendere anche lui con i ragazzi del GEST, innamorandosi del mondo delle grotte. Entrato nel Gruppo ne diventa subito l’anima, dedicando buona parte dell’attività alla ricerca dei resti di infoibati nelle grotte del Carso triestino. Quest’attività interessa soprattutto il Pozzo del Cane di Gropada, 161 VG, in cui organizza una campagna di scavi durata un mese e dove veniva utilizzata una capria da lui avuta in prestito dall’Istituto Nautico in cui si trovava a studiare, e quindi l’Abisso presso la Stazione di Opicina, 8 VG, ove vengono recuperati resti di militari tedeschi. Le ricerche sono poi estese al Friuli con un tentativo di raggiungere il Pozzo di Cima Paradisa, 473 Fr, nel marzo 1960, ma la piccola squadra da lui comandata viene respinta dalla troppa neve presente sull’altopiano. Sono poi riprese nel maggio con una spedizione del GEST al Bus de la Lum, 153 Fr, sul Cansiglio ove dieci anni prima il Gruppo Triestino Speleologi aveva recuperato una trentina di salme: I 180 metri del pozzo sono armati da Bussani che scende per primo sino al fondo ove inizia le ricerche; tornerà sul fondo nuovamente il giorno seguente al fine di completare la ricerca ed iniziare il recupero delle scale. Dopo l’esperienza del Bus de la Lum altre ricerche saranno condotte nel Veneto orientale ove nel Pozzo di Revine viene recuperata una salma. Dopo la spedizione al Bus de la Lum il GEST, sempre trascinato da Bussani, nel giugno torna in Friuli per una breve visita alla Grotta Doviza, 70 Fr,  e quindi in settembre con una spedizione di ricerca nell’alta val Degano; sarà l’ultima sua uscita in Friuli con questo gruppo.
Alla fine del 1961 si iscrive alla Società Alpina delle Giulie nella cui Commissione Grotte viene accolto l’anno seguente.
In linea con il suo carattere, nel più vecchio sodalizio speleologico del mondo Bussani conduce un’attività multiforme: è presente nelle uscite sul Carso e nel vicino Friuli, partecipa alle spedizioni in Campania (ove sugli Alburni rileva numerose cavità), collabora con gli uomini della Sezione Scavi e Studi di Preistoria Carsica R. Battaglia, è istruttore ai corsi di speleologia organizzati nel 1965 e nel 1967. Studiata la normativa vigente in materia di guide e attività consimili, supera alla Prefettura di Trieste un esame ai sensi dell’art. 123 del T. U. sulle leggi di Pubblica Sicurezza, diventando la prima Guida Speleologica d’Italia regolarmente patentata. Sul numero del 1965 della rivista Alpi Giulie pubblica un articolo sul conseguimento della patente di Guida speleologica corredato da un tariffario (tot. Lire per grotta da visitare).
Nel 1969 lascia la speleologia militante per dedicarsi anima e corpo al mare. Non dimentica però le grotte proseguendo la collaborazione con la Commissione Grotte che ospita sulla rivista Atti e Memorie alcuni suoi studi e su Progressione una noticina su di una grotta marina visitata nell’isola di Man.
Attivata Hydrores, la sua rivista di studi marini, non solo vi inserisce suoi scritti e notizie sul mondo delle grotte ma ospita, sino agli ultimi numeri usciti, studi di geospeleologia e carsismo di vari autori.
Pur avanti con gli anni, nel 1995 accompagna nella Grotta del Bosco dei Pini di Basovizza, 18 VG, una studentessa che doveva fare una tesina sulla temperatura delle acque dei bacini interni delle grotte del Carso. Torna ancora in grotta nel 2001-2002 per accompagnare nella Grotta Costantino Doria, 3875 VG, i figli Andrea e Diadora, impegnati in ricerche sull’influenza delle maree atmosferiche sulle misure di temperatura dell’aria nella cavità.

Cavità rilevate

Nel biennio 1962-1963 risulta aver rilevato le seguenti cavità:
Venezia Giulia – Pozzo presso Villa Opicina, 8 VG; Pozzo del Cane di Gropada, 161 VG; Grotta dei Ciclami, 2433 VG; Grotta presso la Guardia di Finanza, 4113 VG; Grotta presso il sentiero 21, 4131 VG; Grotta delle Torri di San Pelagio, 4205 VG.
Friuli – Caverna. I nella Forra, 238 Fr; Caverna II nella Forra, 239 Fr; Grotta III nella Forra, 526 Fr; Riparo I di Piedim, 1742 Fr.
Campania – Grava di Castiglione; Grotta dei Vitelli; Grotta dell’Auletta; Grotta dell’Ausoneto; Grava Maggiore dell’Aresta. Per la sua attività nelle grotte degli Alburni il sindaco di Sant’Angelo a Fasanella invierà al sindaco di Trieste un’attestazione di compiacimento.

 L’attività politica

Mario Bussani si interessa alla politica sin dagli anni della pubertà. A poco più di 15 anni, l’8 marzo 1953 alla fine di una manifestazione inneggiante all’Italia, giunto in Corso, viene ferito ad una gamba dallo scoppio di una bomba a mano lanciata da mano ignota. Nella città, allora occupata dalle truppe anglo-americane, la questione nazionale era molto sentita, soprattutto da quanti alla fine della guerra avevano dovuto – come la sua famiglia – abbandonare casa e averi e trasferirsi dall’Istria e dalla Dalmazia a Trieste. Qualche mese dopo la disavventura del Corso assieme ad un amico progetta di sabotare i carri armati inglesi della caserma di via Cumano, progetto vanificato dall’arrivo dell’Italia. Negli anni seguenti frequenta ambienti di destra aderendo al neocostituito sindacato Filippo Corridoni (poi confluito nella CISNAL); al tempo della rivolta contro il regime comunista dell’Ungheria (1956) si offre volontario, ma la rapida, cruenta conclusione della rivolta blocca i volontari prima della partenza.
Poco dopo l’entrata nel GEST fonda, assieme ad alcuni amici (per lo più estranei all’ambiente speleologico), il Movimento Irredentista Nazionale, struttura che si proponeva di mantenere desta l’attenzione sulle terre perse dall’Italia – Istria, Fiume, Zara, isole dalmate – mediante azioni dimostrative, anche violente, che si protrarranno per alcuni anni. In quel periodo è sempre in prima fila nelle manifestazioni studentesche indette nelle varie ricorrenze o nelle particolari occasioni in cui si riteneva necessario difendere l’italianità di Trieste.
Con la maturità, dovuta non solo al trascorrere degli anni ma probabilmente anche ad una maggiore conoscenza del mondo e dei suoi abitanti, pur rimanendo sempre battagliero si allontana dall’estrema destra – in quei tempi deputata ad essere sempre e solo all’opposizione e quindi senza possibilità di incidere sulle decisioni politico-amministrative – diventa sindacalista della CISL ed entra nella Democrazia Cristiana sotto la cui bandiera nel 1990 si presenta candidato alle elezioni amministrative a Duino Aurisina.
Dopo il terremoto politico dei primi anni ’90 che provoca la scomparsa o la trasformazione di tutti i vecchi partiti, entra nella Lega Nord, l’unico movimento politico che, a suo avviso, potrebbe cambiare in senso positivo la situazione in Italia. Vi rimarrà sino alla morte, facendo parte per alcuni anni nel consiglio direttivo della sezione di Trieste e combattendo molte battaglie sia nella veste di consigliere provinciale (1996-2001) ma anche da solo sulle strade (Presidio davanti al bagno militare di Lazzaretto nel 1999, presidio davanti all’ex Polveriera di Cattinara qualche anno dopo).

 Le realizzazioni imprenditoriali e sociali

Imprenditore nel settore della ricerca applicata al mare in genere e alla maricoltura in particolare, è stato pescatore e allevatore di mitili. Nel 1973 crea, su base privata basandosi sulle concessioni demaniali previste dal Codice della Navigazione, il Parco Marino di Miramare, il primo in Italia, struttura in cui coinvolge il WWF al quale poi ne affida la conduzione; nel 1986 il Parco verrà dichiarato, con decreto ministeriale, “Riserva Marina di Miramare”. Nei primi anni ’80 realizza le già ricordate tre Oasi di Protezione nell’ambito del territorio comunale di Trieste.
Nel 1981, dopo aver costituito la Federazione Italiana Maricoltori (di cui sarà Presidente sino alla morte) struttura che si distinguerà per le attività imprenditoriali, didattiche e culturali, fonda la Hydrores, S.a.S. avente per scopo “… le ricerche di biologia marina applicata e in particolare alle indagini fisico-chimiche e microbiologiche inerenti la pesca, l’acquacoltura e l’ambiente; la progettazione, costruzione e manutenzione degli impianti di allevamento per gli stessi scopi della cooperazione tecnico-scientifica co in paesi del Terzo Mondo”. La società, che avrà sede in via Guerrazzi, presso la sua abitazione, pubblicherà per quasi un trentennio (1981-2009) Hydrores information, una rivista di taglio scientifico rivolta alla pesca, maricoltura e ambiente, nonché – negli ultimi anni – il bollettino informativo Maricoltura Pesca & Ambiente.
I suoi viaggi all’estero legati all’attività di consulente maricoltore, di insegnante, di ricercatore non si contano: si reca, su incarico del Ministero degli Esteri italiano, in Equador in qualità di esperto consulente per l’istituzione di una Università delle Scienze Marine a Manta (1988, 1991), nel Ghana (1980), è in Crimea per la collaborazione tecnica e scientifica sulla pesca e maricoltura (1989, 1990, 1991), in Spagna (1993), in Albania (1996, 1997), in Georgia (1998) ma soprattutto in Montenegro. In questa giovane repubblica si reca nel 1997 su incarico del Governo montenegrino per progettare impianti di mitilicoltura nelle Bocche di Cattaro (Boka Kotorska); vi tornerà molte volte ancora, dal 2000 al 2010, con incarico ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia.
Ultima realizzazione – 2010 – la stazione meteorologica di ricerca realizzata nella valle dell’Ospo, nel comune di Muggia (TS), specializzata per la raccolta dei dati sui fenomeni temporaleschi.
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Per quanto dettagliata e redatta con attenzione questa biografia non riesce a descrivere pienamente il vissuto e quanto fatto da Mario Bussani: un’idea della multiforme attività svolta nel corso della sua vita la può, forse, meglio dare il seguente curriculum, predisposto da lui stesso nei primi mesi del 2007 e completato successivamente dai suoi biografi. (PG)

Curriculum vitae et studiorum

CONSULENTE TECNICO UFFICIALE: Via del Canneto s.n. – 34015 Muggia (TS) cell. 3485111431 – Cap. Mario Bussani – Perito ed esperto riconosciuto, iscritto alla C.C.LA.A. nel ruolo dei periti e degli esperti della Provincia di Trieste al n. 176 (D.L.L. 21 settembre 1944, n 315). Perito giudiziario n. 70, presso il Tribunale Civile e Penale di Trieste. Iscritto negli Albi della Camera di Commercio Europea tra gli arbitri extra giudiziari e degli esperti consiglieri tecnici. Il settore di esercizio è per la seguente categoria: IV Zootecnia e Pesca; subcategoria (n. 07), pesce conservato, secco, congelato, frutti di mare; subcategoria (n. 08), pesce fresco; subcategoria (n. 11), molluschicoltura, mitilicoltura.

  •  1956    Grado, diploma di scuola Media Secondaria di avviamento professionale a tipo marinaro;
  • 1965    Diplomato presso l’Istituto Nautico Statale “Tommaso di Savoia” di Trieste con la qualifica di Allievo Aspirante Capitano di Lungo Corso;
  • Iscritto e interno all’Istituto di Zoologia e di Anatomia Comparata dell’Università degli Studi di Trieste;
  • 1966    Ricerche nel Golfo di Trieste e nell’Alto Adriatico, per conto del Consiglio Nazionale delle Ricerche con l’Istituto di Zoologia della Università degli Studi di Trieste, per la compilazione di una carta da pesca dell’Adriatico settentrionale;
  • 1967    Tecnico oceanografo sulla nave Bannock del C.N.R. per conto dell’Istituto Sperimentale Talassografico di Trieste;
  • Istruttore nella crociera oceanografica Argonaut Il per la stazione di Biologia Marina dell’Università di Lubiana (Yugoslavia) indetta dall’U.N.E.S.C.O. per i paesi in via di sviluppo;
  • 1968 Curatore dell’erigendo Laboratorio di Biologia Marina di S. Croce presso Trieste;
  • 1969    Crociera oceanografica Entella III con itinerario nel Mediterraneo centrale per conto del Consiglio Nazionale delle Ricerche con obiettivo il censimento delle alghe macrofite lungo le coste italiane;
  • 1970    Tecnico oceanografo sulla nave da ricerche Dectra dell’Istituto Navale di Napoli con obiettivo la correntometria e i parametri fisico-chimici nel Canale di Sicilia;
  • Premio di studio presso la Stazione di Biologia Marina di Cattaro (Montenegro-Yugoslavia);
  • 1971    Commissario d’Igiene al Comune di Trieste con incarico di individuazione, sorveglianza e analisi delle fonti inquinanti nella medesima provincia;
  • 1972    Corso d’ingegneria sanitaria all’Istituto di Idraulica dell’Università degli Studi di Trieste;
  • Diploma di Ecologia Marina presso l’Università degli Studi di Lubiana (Yugoslavia) indetto dall’U.N.E.P. (United Nations Environment Program);
  • 1973    Fondatore e direttore per conto del World Wildlife Fund della Riserva Marina di Miramare, I Parco Marino del Mediterraneo;
  • Relatore al Primo Congresso dei Parchi Marini del Mediterraneo;
  • 1974    Rappresentante non governativo per l’Italia presso il C.G.M.P. – F.A.O. (Consiglio Generale per la Pesca nel Mediterraneo), indetto a Varna (Bulgaria);
  • 1975    Partecipante al Corso Autunnale di Fisica degli Oceani e dell’Atmosfera indetto dal Centro di Fisica Teorica di Miramare presso Trieste;
  • 1975    Al presente presidente della Federazione Italiana Maricoltori Onlus/ONG;
  • 1976    Assistente volontario presso l’Istituto Sperimentale Talassografico di Trieste – C.N.R (dall’1-1-1972 al presente);
  • Borsa di studio annuale del Governo Yugoslavo presso l’università di Lubiana inerente la pesca e le maricolture nell’Adriatico;
  • 1977    Relatore e rappresentante non governativo per l’Italia all’incontro internazionale indetto dall’U.N.E.P. (come sopra) per la protezione del Mediterraneo, tenutosi a Tunisi;
  • Partecipante al Corso Internazionale sull’Energia Solare indetto dal centro di Fisica Teorica di Miramare, presso Trieste;
  • 1978    Rappresentante non governativo per l’Italia alla riunione plenaria del C.G.M.P.- F.A.O., tenutasi a Nantes (Francia);
  • Relatore al primo seminario europeo sulle mitilicolture, svoltosi a Galway (Irlanda) sotto gli auspici di quel governo;
  • Delegato al C.I.E.S.M. (Commissione Internazionale per l’Esplorazione Sottomarina del Mediterraneo), Antalya (Turchia);
  • 1979    Membro del comitato tecnico scientifico per la pesca, con Decreto del Ministro della Marina Mercantile;
  • 1980    Consulente tecnico scientifico (servizio per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo) incaricato dal Ministero degli Affari Esteri italiano di supervisionare il piano di acquacoltura nella laguna di Keta (Ghana);
  • 1981 Presidente Nazionale della Federazione Italiana Maricoltori (sino ad oggi).
  • 1982    Consulente, per conto del Fondo Arabo, per lo Sviluppo Internazionale (I.F.A.D.) per il piano nazionale della pesca di Dijbouti;
  • 1983    Tecnico oceanografo nell’Africa occidentale sulla N/P “Aspa Primo” per la compilazione di una carta da pesca del Banco del Sahara (ex Sahara Spagnolo);
  • Visita ai principali Laboratori di Biologia Marina della Gran Bretagna su invito di quel Governo;
  • 1984    Indagine-ricerca sui porti e mercati di produzioni e commercializzazioni del Marocco e delle Isole Canarie;
  • 1984    Per conto del Governo regionale Friuli Venezia Giulia, progetto triennale di ricerca della concentrazione di mercurio negli organismi marini nella parte nord-occidentale dell’Adriatico settentrionale;
  • 1985    Cooperazione con il Governo di Malta per lo sviluppo della pesca e dell’acquacoltura dell’Isola;
  • Indagini e ricerche nel Mare dei Caraibi per la distribuzione dei Peneidi lungo le coste site all’interno della congiungente Tampa (Florida) -Trinidad e Tobago;
  • 1986    Ricerche mediante bacini flottanti nel Golfo di Trieste su Salmonidi e Perciformi per conto dell’Amministrazione Regionale del Friuli-Venezia Giulia;
  • 1987    Indagine conoscitiva sulla situazione della pesca e delle maricolture lungo le coste della Norvegia;
  • 1987    Per conto del Governo regionale Friuli Venezia Giulia, progetto di durata biennale sulla ristrutturazione degli allevamenti marini lungo la fascia costiera;
  • 1988    Esperto consulente in Ecuador per l’istituzione dell’Università delle Scienze Marine a Manta, per conto della Cooperazione Internazionale, incaricato dal Ministero degli Affari Esteri italiano;
  • 1988    Incarico da parte della Municipalità di Trieste di redigere una carta correntometrica in mare aperto a 7 Km dalla città per osservare la distribuzione dei liquami urbani mediante una condotta sottomarina (indagine annuale);
  • 1989    Primo viaggio in Unione Sovietica (Mosca, Sevastopoli, Mar Nero) per la collaborazione scientifica e tecnica sulla pesca e maricoltura, per conto dell’Istituto di Biologia dei Mari di Sevastopoli;
  • 1990    Secondo viaggio a Sevastopoli (Ucraina): inizio delle collaborazioni tecnico-scientifiche lungo le coste del Mar Nero;
  • 1991    Secondo viaggio in Ecuador per l’istituzione dell’Università di Manta;
  • Terzo viaggio in Crimea presso l’Istituto di Biologia dei Mari di Sevastopoli per la costruzione di allevamenti marini;
  • 1992    Indagini e ricerche sulla pesca e colture di Pecten sp. nell’isola di Hokkaido (Giappone);
  • Partecipazione alla Conferenza Mondiale sull’Acquacoltura svoltasi ad Atene (Grecia) e relativa indagine costiera sulla distribuzione degli allevamenti marini in detta località;
  • 1993    Ricerche di mercato, conservazione e trasformazione del pescato lungo le coste nord occidentali della Spagna con particolare riguardo alla Rias de Vigo;
  • 1994    Organizzazione e promozione della Conferenza Europea sui Mitili presso il Centro Internazionale di Fisica Teorica, Trieste;
  • 1995    Missione in Islanda per il rilievo degli stocks di mitili lungo quella fascia costiera;
  • 1996-1997    Missione in Albania per conto del Governo di Durazzo, per verificare le possibilità di pesca artigianale e l’istituzione di una Riserva Marina a Capo Rodoni;
  • 1997    Missione in Montenegro (Bocche di Cattaro) per conto del Governo montenegrino. Progetto per impianti di maricoltura;
  • 1998    Missione in Georgia (Tbilisi, Poti, Ba
    tumi), C.S.I., piano di sviluppo costiero della fascia litoranea e del Lago di Paleostomi, per conto della Eastfish – Food and Agriculture Organisation of the United Nations;
  • 2000-2003        Progetto di Cooperazione Internazionale sulle maricolture per conto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con L’Istituto di Biologia Marina in Montenegro (Bocche di Cattaro);
  • 2004-2005        Progetto di Cooperazione Internazionale sulla ricerca in Biologia Marina applicata all’interno delle Bocche di Cattaro (Boka Kotorska) nella Repubblica del Montenegro (Crna Gora);
  • 2005-2006        Progetto di Cooperazione Internazionale per la Provincia di Trieste nel Canale di Ston (Stonski Canal) – Croazia (HR) unitamente all’Istituto di Biologia Marina e Pesca di Ragusa (Dubrovnik);
  • 2005-2010    Collaborazione con l’Istituto di Biologia Marina di Kotor, Università di Podgorica, per l’impianto di un allevamento di ostriche (inaugurato dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia il 25/9/2010);
  • 2007  Algeria, istruttore di formatori alla Scuola Superiore di Beni Saf (Tlemcen) Orano.
  • 2011 Consigliere nel CdA di Esatto S.p.A. di Trieste

Incarichi amministrativi e finanziari

Dal 1981 Amministratore e socio accomandatario della Hydrores;
Dal 1981 Presidente della Federazione Italiana Maricoltori Onlus;
Consigliere per la Provincia di Trieste;
Membro della Commissione Bilancio della Provincia di Trieste;
Vicepresidente del Consiglio amministrazione dell’Istituto Nautico di Trieste;
Coordinatore della Unità operativa dei Vigili Urbani del comune di Trieste;
Membro permanente della S.I.B.M. (Società Italiana di Biologia Marina) e della C.I.E.S.M. (Commissione Internazionale per l’Esplorazione Sottomarina del Mediterraneo) del Principato di Monaco.

 Bibliografia speleologica

1965: L’abisso Eugenio Boegan sul monte Canin, Riv. Mensile del CAI, 84 (8): 326-328
1965: Il conseguimento della licenza di Guida Speleologica, Alpi Giulie, 60: 44-48
1966: Le cianoficee nelle cavità carsiche, Atti e Memorie della Commissione Grotte “E. Boegan”, V (195): 107-109, Trieste 1966
1966: Le Grotte Verdi di Pradis, Alpi Giulie, 61: 73-77
1967: Alcune cavità minori delle Prealpi Orientali, Alpi Giulie, 62: 85-89
1970: Le cianoficee nelle cavità carsiche, Atti e Memorie della Commissione Grotte “E. Boegan”, IX (1969): 63-64, Trieste 1970
1972: L’influenza delle acque sotterranee carsiche sulle isoterme superficiali del Golfo di Trieste, Atti e Memorie della Commissione Grotte “E. Boegan”, XI (1971): 95-102, Trieste 1972
1973 (con Guidi P.): Grotte del Friuli: il canale di Vito, Rassegna Speleologica Italiana, 25 (1/4): 41-51
1973: Escherichia coli e streptococco foecalis indicatori o traccianti naturali? Atti e Memorie della Commissione Grotte “E. Boegan”, XII (1972): 105-107, Trieste 1973
1973 (con Comin Chiaramonti P.): Studio mineralogico delle argille di S. Canziano, dell’abisso di Trebiciano e delle foci del Timavo (Timavo inferiore), Mondo Sotterraneo, 1972-73: 37-38
1979: Una modesta cavità nell’isola di Man (Segnalazione), Progressione 4, 2 (2): 6, Trieste 1979
1980: Lo spazio di sotto, Il Piccolo Illustrato, Trieste 17 mag. 1980
1987: Popolamenti della grotta Carlotta a Miramare, Hydrores, 3, n. 4: xx, Trieste1987
1992: Ferruccio Mosetti, Hydrores Information, a. IX, n. 10: 50, Trieste dic. 1992
2006: La Grotta Impossibile di Cattinara, Hydrores Information, a. XXII, n. 27 (dic. 2005): 88-89, Trieste 2006

Ulteriori notizie su Mario Bussani si possono trovare in:

– – , 1963: Anche la speleologia ha le sue guide, Il Piccolo della Sera, Trieste 17 giu. 1963
– – ,1976: La direzione e il consiglio di amministrazione…, WWF Italia, Parco Marino di Miramare, Annuario 1975: 3, Trieste 1976
Belloni F., 1999: La repubblica delle Tremiti, “Segnalazioni” Il Piccolo, Trieste 25 mag. 1999
Coretti R., 1999: Lazzaretto aperto o no? Leghisti in disaccordo, Il Piccolo, Trieste 17 ago. 1999
Guidi P., 2013: Mario Bussani (1937-2013), Cronache ipogee, lug. 2013: 4
Guidi P., 2013: Se ne è andato Mario Bussani, prima Guida Speleologica, Speleologia 69: 79, Bologna nov. 2013
m. lo., 2006: La maricoltura diventa tecnologica, Il Piccolo, Trieste 21 set. 2006
Mazzoli E., 2006: Maggio 1976 – Maggio 2006. I Vigili urbani di Trieste in aiuto al Friuli terremotato, Comune di Trieste – Corpo della Polizia Municipale ed., Trieste 2006, pp. 53
Salvini U., 2009: Mario Bussani, l’umo che “controlla” lampi e tuoni, Il Piccolo, Trieste 27 ago. 2009
Semeraro R., 2013: Addio, Mario Bussani, Cronache ipogee, lug. 2013: 4-5
Tosques R., 2013: Mario Bussani, il lupo di mare ha preso il largo, Il Piccolo, Trieste 24 lug. 2013
Unterweger M., 2009: Mario Bussani da Zara: la quarta vita per il mare, Il Piccolo, Trieste 4 gen. 2009