Campo invernale al Zeppelin

 

ABISSO DEI LED ZEPPELIN – 6-13 GENNAIO 2013

Non sono passate neanche due settimane dal mio ritorno dai paradisi indonesiani ed eccomi finalmente catapultato nell’inferno glaciale del caro Canin: destinazione le viscere dello Zeppelin. Per la prima volta l’alabarda –simbolo della città di Trieste– trionfa con ben tre “punteros”: Giusto, Seba ed il sottoscritto.
Al contrario del trio ungherese è presente solo l’incredibile “Hulk” Leo: Gema a 50 anni suonati è impegnato a costruirsi, pietra su pietra, la casa, mentre il buon Peti, dopo aver conquistato tutti i 4000 m delle Alpi, si sta preparando per una spedizione in Himalaya!
Come al solito perdiamo la prima funivia (mea culpa), tappa caffè al Gilbo e come dei signori arriviamo in sella Golovec con la telecabina. Solita ora di traversi ghiacciati e possiamo appendere i ramponi al palo del Zep! Salutiamo il Poviz e ci inabissiamo: destinazione Black Hole -780 m.
La strada ormai la conosco a memoria e i 10 kg messi su in quest’ultimi mesi non mi danno fastidio… a parte l’eccessivo sudore che mi accompagnerà anche nella fase REM! Dopo dieci ore di cabaret (no cabernet – faccina triste) planiamo in Black Hole dove i segni della super piena di fine ottobre arrivano fin poco sotto il campo base, ma questo ormai è cosa nota!
Finalmente, dopo un lauto pasto a base di frittate, salumi ecc. ci rifugiamo nei nostri sarcofagi di piume 1.
Durante il campo sono state effettuate tre punte per trovare la via verso un probabile ingresso basso, rilevare e continuare l’esplorazione delle Dog Gallery e, perché no, cercare la via verso Bovec!
Le arrampicate (a -950 m), a sei ore dal campo base di Black Hole, chiudono su un interstrato ventoso a circa 200 m dalla superficie sotto il Livinal Lung, dove tra l’altro si sta lavorando in un buchetto (trovato da Rossana Marini) con l’immancabile aiuto di suo marito Lorenzo e del loro piccolo Eric.
Al contrario le Dog Gallery trovate l’anno scorso ci regalano 816 m di rilievo nuovo in direzione Casermette-Findus, ma la possibile giunzione viene sbarrata da una condotta (altre centinaia di metri non rilevati) semi-sifonante dove neanche i trombini di Seba e Leo riescono a carpirne i segreti… e meno male perché entrare in Zep dalle Casermette sarebbe l’apoteosi delle torture!
In Dio Negro rilevati 372 m –Curazingher Gallery– in direzione Black Hole, ma anche qui veniamo respinti da un camino ventoso, ma non tanto da far spostare i blocchi che occludono la prosecuzione.
In Scirocco rilevati 230 m di condotte secondarie dove bisognerà tornare per scendere un saltino.
Ricordo che tutta questa zona, da -900 m in poi, è soggetta ad allagamenti ed infatti Leo ha ripetuto in libera varie arrampicate per poter prendere le corde portate in alto dalle forti piene di fine ottobre/primi novembre.
Altro ricordo delle piene: il caro Ryobi (in grotta dal 2009) non ha retto e siamo stati costretti a portarlo fuori per la gioia di Papo… e delle nostre gole asciutte vogliose di birra!
Durante le punte abbiamo continuato la documentazione video-fotografica (amatoriale) nella speranza di riuscire a fare un corto sullo Zeppelin da portare a Casola.
La curiosità di Seba e Giusto viene premiata ritrovando delle vecchie risalite di Papo e Guidotti a -900 m sopra il pozzo Tanfo Funky da cui si intravede una prosecuzione!
Infine una semplice disostruzione vicino al campo base ci ha permesso di arrivare sotto un’arrampicata ventosa di 15 m alla cui sommità fa capolino un bel meandrone che, sicuramente, vista la morfologia di quelle quote porterà altri sviluppi.
In uscita veniamo baciati dalla fortuna e riusciamo a raggiungere la telecabina tra banchi di nebbia (prossimo giro consigliabile traccia GPS oltre all’ARVA) e con grande stupore della squadra del soccorso alpino di Cave del Predil intenta a fare scuola ARVA nei pressi della stazione!
Una volta al Gilberti mega tsunami di birra, accolti dalla simpatia di Irene Pittino e Fabio Tschurwald, ma questa è un’altra storia!
In conclusione sono stati rilevati 1617 m di sviluppo (esplorati l’anno scorso) ed esplorati altri 500 m circa portando la parte nuova a 5,2 km di sviluppo, ma soprattutto abbiamo aperto altri due fronti che, assieme al forzamento del sifone d’ingresso di Black Hole, speriamo ci conducano alla via per la risorgenza slovena di Glijun.
Alla prossima!
Hanno partecipato: Leo Szabo (HTC explò team, HU), Sebastiano “Seba” Taucer (GSSG), Stefano “Giusto” Guarniero (Grotta Continua) e Marco “Cavia” Sticotti (CGEB)
Marco Sticotti detto Cavia
 1 Potrei continuare con un dettagliato resoconto, ma dalla regia mi ricordano di lasciare spazio anche ad altri articoli, quindi sarò breve, anzi precoce ed abbondante come al solito… geci docet!