VOLUME XLIV – 2013

 

VOLUME XLIV – 2013

Trieste – 2013
 PINO GUIDI – UMBERTO SELLO – IL FONDO MEDEOT PRESSO L’ARCHIVIO STORICO DEL CIRCOLO SPELEOLOGICO IDROLOGICO FRIULANO DI UDINE – pp. 3-53
Ad un’introduzione sul concetto di archivio storico in speleologia segue un profi lo biografi co di Luciano Saverio Medeot (1917-1999), l’illustrazione della documentazione lasciata dallo stesso (21 cartelle di documenti ed una cassetta di materiali vari) e la descrizione dei contenuti delle cartelle n. 4 e n. 6 contenenti documenti relativi alla sua attività speleologica a Trieste negli anni 1939-1963. Completano il lavoro la riproduzione di alcuni dei documenti più signifi cativi ed alcuni indici (persone, luoghi).
MIRIS CASTELLO – LUCA STRAZZABOSCHI – LE BRIOFITE DELLA GROTTA DELL’ORSO (33-7VG, CARSO TRIESTINO, NE ITALIA) – pp. 55-71
 Vengono presentati i risultati di uno studio sulla fl ora briologica della Grotta dell’Orso (33-7VG), situata sul Carso triestino. Sono state rinvenute 42 specie di briofi te (33 specie di muschi e 9 epatiche); per ogni specie sono indicati l’elemento corologico, la distribuzione nell’area e note ecologico-stazionali. Aspetti fl oristici, biogeografi ci e conservazionistici della componente briologica dell’area vengono discussi. Viene riportata una nuova specie per la Regione Friuli Venezia Giulia, l’epatica Cololejeunea rossettiana; 2 altre specie di muschi sono segnalate come nuove per il Carso. La fl ora briologica aggiornata della cavità comprende 46 specie.
ENRICO MERLAK – SOLUBILITÀ DELLA SILICE NELL’INTERAZIONE ACQUA-FLYSCH DEL CARSO CLASSICO – pp. 73-89
Attraverso i processi di alterazione delle rocce del fl ysch del Carso classico (Carso triestino e sloveno) la silice entra in soluzione come H4SiO4 e caratterizza tutte le acque del sistema carsico sotterraneo. Nel lavoro sono descritti i meccanismi di dissoluzione dei silicati del fl ysch con rilascio di Ca2+, HCO3 -, Mg2+, K +, Na+ e H4SiO4. Con l’eccezione delle acque piovane (0,02 mg/l) e delle acque termali del Lisert (22 mg/l), tutte le acque del territorio presentano valori compresi tra 0,4 e 6 mg/l con una media di circa 2,9 mg/l, decisamente inferiore al valore della media mondiale di silice presente nelle acque dolci, che è di 17 mg/l. La maggior parte della silice presente in soluzione nelle acque del Carso è attribuibile alla dissoluzione incongruente dei silicati che avviene con continuità nel corso dell’alterazione del fl ysch e dei materiali derivati (sabbie, argille e suoli). Dai dati raccolti nel Carso classico e nelle aree adiacenti sembra improbabile utilizzare la silice come tracciante naturale.
GIUSEPPE VERDE – ANTROTERAPIA PRESSO LE GROTTE NATURALI VAPOROSE DEL MONTE CRONIO DI SCIACCA (AGRIGENTO) – pp. 91-97
Viene presentata una breve storia sanitaria delle grotte vaporose di Sciacca, riportando i pochi lavori scientifi ci che su di esse sono stati realizzati, citando anche altri lavori sull’antroterapia in generale e in particolare su quella caldo-umida. Vengono infi ne spiegate le modalità della cura, con i relativi consigli, le indicazioni e le controindicazioni di queste che sono un raro esempio di grotte curative, in ambiente carsico, direttamente collegate al bacino idro-termale.
ENRICO MERLAK – MATTEO VELICOGNA – DAVID E LENAZ – CARATTERIZZAZIONE MINERALOGICA DI DUE FILONI BAUXITICI RILEVATI IN PROSSIMITÀ DI BAŠKA (ISOLA DI KRK – CROAZIA) – pp. 99-113
Sono stati analizzati i materiali provenienti da due fi loni bauxitici rilevati in prossimità di Baška (Isola di Krk – Croazia). Le analisi mineralogiche hanno permesso di stabilire la presenza di boehmite, goethite ed ematite. Nonostante la boehmite sia il tipico minerale fi nale derivante dall’alterazione di rocce allumosilicatiche in un clima mediterraneo, la presenza di gibbsite indicante la non completa deidratazione di tale materiale in boehmite.
FULVIO GASPARO – DESCRIZIONE DI UNA NUOVA HARPACTEA BRISTOWE, 1939 DELLE ISOLE CICLADI (ARANEAE, DYSDERIDAE) – pp. 115-123
Harpactea digiovannii n. sp. viene descritta su una femmina e pochi esemplari giovani raccolti nella piccola grotta di Zoodochos Pigi (Spilaio Zoodochou Pigis), situata presso il villaggio di Kamari a Santorini, isole Cicladi meridionali, Grecia. La nuova specie, di dimensioni molto grandi, è agevolmente riconoscibile per la morfologia dei genitali femminili e per la spinulazione delle zampe, in particolare delle tibie e dei metatarsi anteriori, muniti di aculei in posizione ventrale. I caratteri legati alla taglia robusta ed alla peculiare spinulazione di tibie e metatarsi anteriori avvicinano Harpactea digiovannii n. sp. a due specie di Harpactea endemiche della parte occidentale dell’isola di Creta, H. catholica (Brignoli, 1984) e H. persephone Gasparo, 2011; l’affi nità riscontrata su base morfologica è stata confermata dai risultati di analisi molecolari effettuate su materiale tipico o topotipico delle tre entità. L’olotipo e una femmina subadulta presente nel materiale esaminato non mostrano adattamenti alla vita ipogea, mentre una seconda femmina subadulta, raccolta nel medesimo ambiente, mostra una colorazione più tenue ed una evidente riduzione e depigmentazione oculare.

Vedi il volume completo

Comments

comments