VOLUME XLII – 2009

 

VOLUME XLII – 2009

Trieste – 2009
Egizio FARAONEProblemi amministrativi e finanziari nella costruzione dell’acquedotto di Aurisina (1853-1860) pp. 11-40
Nel periodo 1853-1857 viene costruito un acquedotto per rifornire la Ferrovia Meridionale ed il Porto Franco di Trieste. C’è una grande speranza che l’acqua possa essere sufficiente anche durante la siccità estiva, ma così non sarà.
TREVOR SHAW  Glassoil lamps in Ppostojnska jama in the 19th century – pp. 41-51
RINVENIMENTI DI LAMPADE AD OLIO DEL 19° SECOLO NELLE GROTTE DI POSTUMIA
Tre piccoli contenitori in vetro rinvenuti nelle Grotte di Postumia sono stati identificati come “lampade ad olio”. Si parla di frequenti ritrovamenti di queste lampade nelle Grotte, ritrovamenti peraltro mai accuratamente descritti. Esistono solamente due descrizioni specifiche nelle quali sono menzionate queste lampade, e risalgono agli anni 1861 e 1862. In genere sono state rinvenute comuni lampade ad olio metalliche, torce in legno e semplici candele in cera. I documenti di archivio indicano frequentemente come furono collocate numerose luci fisse (candele e lampade ad olio) in ogni parte della Grotta in occasione delle “grandi illuminazioni”. Si cita l’evento del giorno 8 settembre 1873, quando furono accese 663 lampade ad olio e 4600 candele. In una precedente occasione, nel 1850, una quantità minore di lampade fu fornita all’Amministrazione delle Grotte da un tale Jožef Gomiseg di Planina.
Enrico Merlak –  Un algoritmo per l’interpretazione dei valori di conducibilità delle acque carsiche. – pp. 53-65
La misura della conducibilità elettrolitica delle acque carsiche ha assunto particolare rilevanza nel corso degli ultimi anni ed il metodo conduttimetrico è correntemente applicato per la soluzione di numerosi problemi chimici. È utilizzato per la verifica del grado di mineralizzazione e per il controllo di qualità delle analisi delle acque (mezzo analitico) oltre che per definirne la tipologia, la provenienza, il livello di inquinamento e le reazioni tra acqua e roccia.
Nel presente studio sono illustrati i dati relativi ai rapporti tra conducibilità elettrolitica e caratteristiche fisico – chimiche delle acque carsiche.
L’autore espone una metodologia di calcolo che consente la valutazione della concentrazione di Ca(HCO3)2 in  soluzione attraverso la determinazione strumentale della conducibilità.
Scopo del lavoro è fornire agli operatori uno strumento utile per l’interpretazione dei dati. La prima parte del testo riguarda la teoria generale della conducibilità elettrolitica e i metodi matematici che consentono di correlare la composizione chimica delle acque carsiche alla conducibilità stessa.
FRANCO CUCCHI, STEFANO FURLANI, GIOVANNA BURELLI, LUCA ZINI , MAURO TRETIACH – Variazioni microtopografiche di superfici carbonatiche colonizzate da licheni endolitici (Carso giuliano, Maiella) – pp. 67-84
La maggior parte delle superfici rocciose esposte sono colonizzate da licheni endolitici il cui ruolo è da definire. Vengono qui riportati, discutendoli criticamente, i risultati preliminari dello studio degli effetti delle colonizzazioni di licheni endolitici su superfici carbonatiche portate avanti in Italia da circa un anno e mezzo con il “micro erosion meter” (MEM) ed il “traversing-micro erosion meter” (TMEM). I dati di consumazione sono raccolti lungo due transetti altimetrici, il primo sulle Alpi orientali (Carso Classico-Matajur-Monte Canin), il secondo nell’Appennino centrale (Massiccio della Maiella), che vanno dal livello del mare a quote di circa 2500 m.
Nei licheni endolitici, la dissoluzione attiva dei carbonati avviene per opera delle ife della pseudomedulla. In talli maturi questo contributo sembra però trascurabile in confronto all’effetto protettivo della superficie esterna, che ha una peculiare organizzazione anatomica (“lithocortex”), e protegge il substrato dall’aggressività dell’acqua meteorica. Le misure sono state raccolte in media due volte all’anno. Per ogni stazione è stato raccolto un campione, usato per allestire una sezione sottile ed identificare il lichene. Le prime misure sembrano indicare che sul transetto appenninico la presenza dei licheni endolitici riduca il denudamento superficiale, mentre più complesso si presenta il quadro erosivo del transetto giuliano. Non sono state invece osservate significative differenze di consumazione legate alla quota.
 STEFANO FURLANI, SARA BIOLCHI, FRANCO CUCCHI, ARA BENSI, GIOVANNA BURELLI – Surveying of a submerged flysch outcrop at Sistiana-Duino (gulf of Trieste, Italy) – pp. 85-94
RILEVAMENTO DI UN AFFIORAMENTO SOMMERSO DI FLYSCH TRA SISTIANA E DUINO (GOLFO DI TRIESTE, ITALIA)
Vengono studiate le caratteristiche geologiche e geomorfologiche di un affioramento sommerso di flysch del Luteziano medio nel settore nord-orientale del Golfo di Trieste. L’affioramento si sviluppa alla base delle falesie di Sistiana-Duino su una larghezza complessiva di circa 170 m e una distanza verso il largo di circa 45 m, con una profondità variabile da circa -1.5 m a -5.0 m. Da un punto di vista geomorfologico, la struttura può essere considerata una shore platform relitta, interessata da morfologie di vario tipo, tra cui forme di erosione selettiva su fratture, giunti e spaziature d’interstrato e blocchi a fungo.
 FRANCESCO SGUAZZIN, ELIO POLLI – Briofite raccolte nell’ambito della grotta dell’arco naturale di occisla (miškotova jama v lokah, 723 s/168 vg) –  pp. 95-116
CONTRIBUTO ALLA CONOSCENZA DELLA SPELEOFLORA DEL COMPLESSO CARSICO IPOGEO DI BECCA-OCCISLA/BEKA-OCIZLA (BEŠKO-OCIZELJSKI SISTEM, SLOVENIA)
A sud-sud-est della Val Rosandra (Dolina GlinšËice) si apre in territorio sloveno, in un’area di contatto fra i calcari paleocenici ed il flysch eocenico, il complesso delle grotte di Becca-Occisla (Beško-Ocizeljski Sistem). Situate ad un’altitudine media di 350 m, le cavità che costituiscono il sistema sono la Voragine di Occisla (Ocizeljska jama, 1003 S/170 VG), la Grotta che sbocca nella Voragine di Occisla (Blažev spodmol, 1004 S/171 VG), la Grotta della Cascata (Maletova jama s slapom, 729 S/169 VG), la Grotta dell’Arco Naturale (Miškotova jama v Lokah, 723 S/168 VG), il Pozzo presso Becca (Jurjeva jama v Lokah, 636 S/167 VG) e l’S-4 (Socerb, 5772 S). Ciascuna di esse funge da inghiottitoio, più o meno attivo durante l’anno, catturando un corso d’acqua a carattere torrentizio. In base alle attuali conoscenze, corroborate anche da numerose prove con coloranti, le acque assorbite dagli ipogei del complesso contribuiscono ad alimentare la Sorgente del Lavatoio e l’Antro di Bagnoli (Podjama, jama pri Boljuncu, 76/105 VG).
Dopo un’introduzione sugli aspetti storico-morfologici delle cavità componenti il sistema, vengono prese in considerazione le Briofite raccolte nella Grotta dell’Arco Naturale (Miškotova jama v Lokah, 723 S/168 VG). Questa prima indagine ha lo scopo di contribuire alla conoscenza della speleoflora del particolare ambito baratroide. L’elenco delle Briofite individuate consta di 39 specie, delle quali 13 epatiche e 26 muschi. Nessuna di esse rientra nelle categorie a rischio a livello europeo, ma una in particolare sembra abbastanza rara. È Neckera besseri (Lobarz.) Jur, muschio che cresce sulle rocce calcaree (raramente alberi) della Scandinavia e dell’Europa centro-meridionale. Qui l’entità è stata individuata in vari punti dell’ipogeo: lungo il torrente che vi s’immette, sotto il ponte naturale, su un tronco marcescente all’ingresso della grotta ed all’imboccatura della stessa. È specie subcontinentale-montana, perenne stress-tollerante, notevolmente sciafila, abbastanza xerofila, aeroigrofila. A conclusione del contributo, vengono illustrate e discusse le caratteristiche di maggior rilievo della popolazione briologica presente nella grotta.

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