Ardito Desio

 

ARDITO DESIO – Palmanova 18.4.1897 – Milano 12.12.2001

Ardito Desio oltre che un geologo – sul terreno e in cattedra – è stato anche un alpinista ed esploratore: spirito inquieto girò in Africa, Asia, America, Antartide. Ma è stato pure uno speleologo: in questa biografia verranno tracciate soltanto alcune linee della sua vita di speleologo e delle oltre 450 sue pubblicazioni saranno elencate unicamente quelle aventi riferimento, più o meno diretto, alla speleologia, all’idrologia ed al carsismo.
Nasce a Palmanova (UD) il 18 aprile 1897, cittadina ove frequenta le scuole elementari; il ginnasio lo assolve a Cividale ed il liceo a Udine. Si iscrive quindi all’Università di Firenze ove – dopo la parentesi della guerra (ufficiale nell’8°Alpini, prigioniero dopo Caporetto, approfitta della prigionia per imparare bene il tedesco e studiare geologia su testi in quella lingua) – nel 1920 si laurea in geologia.
L’interesse per il mondo sotterraneo si palesa subito: ancora ragazzino esplora i sotterranei della fortezza di Palmanova, poi quindicenne passa al Circolo Speleologico e Idrologico Friulano con cui farà attività sino ai primi anni ’20. Nel 1914, a soli 17 anni, pubblica su Mondo Sotterraneo il suo primo lavoro descrivendo la Buse dal Diaul di Castelmonte 34 Fr, cavità esplorata usando per scendere il pozzo d’accesso una corda annodata: oltre ad eseguire il rilievo assume dati termometrici e geologici.
Alla fine della guerra il CSIF, rientrato da Firenze ove era sfollato durante l’occupazione austriaca, si riorganizza: con Musoni presidente Desio viene a ricoprire il ruolo di cassiere (mentre Feruglio sarà segretario); nel 1922 risulta essere socio anche della Società Alpina delle Giulie di Trieste.
Collaborerà con Mondo Sotterraneo sino al 1923, anno in cui pubblica uno studio sulla “Grotta Azzurra di Castelrosso” di Rodi.
Inizia nel 1922 le sue spedizioni all’estero con una campagna nell’isola di Rodi, seguita un paio di anni dopo con un’altra nell’Egeo; trasferito a Milano per ragioni di lavoro ottiene nel 1930 la cattedra di geologia all’Università di Milano, incarico che manterrà sino al 1972, anno del suo pensionamento.
A Milano attiva un gruppo di speleologi che poi passa al GGM – Gruppo Grotte Milano. Nel triennio 1926/1928 è Direttore Scientifico del Gruppo, dal 1928 al 1937 ne è Presidente promuovendone l’attività che nel periodo 1928-1935 si concretizza – fra l’altro – con l’esplorazione delle cavità allora più profonde e impegnative della Lombardia (Gr. Guglielmo 2221 Lo, Bus del Tacoi 1007 Lo, Remeron 2205 Lo, Tre Crocette 2234 Lo) e concretizza la strutturazione del Catasto Grotte.
Lo stretto connubio fra speleologia e accademia dà molti frutti, non ultimo la tesi di laurea (1930-1933) di C. Chiesa – suo allievo nonché tecnico e collaboratore – su “Grotte e voragini della Lombardia”.
Nel 1935 è in Libia a dirigere una campagna di esplorazione geografica, geologica e mineraria; ivi costituirà il “Gruppo Speleologico Sahariano” che sarà attivo in Cirenaica, nel Tibesti, nel Tassili (individuate stazioni di arte rupestre), esplorazione del “Lete” ecc. Il suo impegno a favore del Gruppo Grotte Milano (un trentennio -1920/1950 – dedicato a dare impulso alle ricerche speleologiche in Lombardia) viene ricambiato, nei primi anni del dopoguerra, dal Gruppo, presieduto da G. Nangeroni, con la nomina a Presidente Onorario; le ultime sue uscite in grotta di cui si abbia notizia sono del 1948 e 1950: ricognizioni, effettuate con C. Sommaruga, all’Antro delle Gallerie, 2001 Lo, e a Domusnovas, 81 Sa.
Ma non solo al Gruppo si rivolge l’attenzione di Desio: oltre ad essersi prodigato per il GGM ha avuto parte attiva anche alla nascita della Rassegna Speleologica Italiana (gestita dal suo allievo S. dell’Oca) e della Società Speleologica Italiana. Nonostante la forzata lontananza dal Friuli rimane attaccato alla terra d’origine, al punto che dal 1932 al 1942 lo troviamo Presidente della Società Alpina Friulana.
Troppe cose ci sarebbero da dire sulla sua attività come alpinista (iniziata giovanissimo con una salita del Matajur innevato con un paio di sci costruitigli da un falegname di Palmanova sulla base di un disegno tratto da una rivista, e quindi subito dopo con un’ascesa al Canin con un suo insegnante di liceo per raggiungere il suo apice nel 1954 con la spedizione che conquista il K2) e come esploratore minerario: più ampie notizie in merito si possono ricavare dalla, pur sommaria, bibliografia posta alla fine di questa scheda. (PG)
Bibliografia speleologica

  •  1914: La “Buse dal Diaul” presso Castel del Monte, Mondo Sotterraneo, X (4-6): 95-96
  • 1919/1920: La grotta di Paciuh, Mondo Sotterraneo, XV-XVI: 25-30
  • 1919/1920: Fenomeni carsici sul M. Musi e sul M. Sart, Mondo Sotterraneo, XV-XVI: 64-65
  • 1920: Il turbine atmosferico del 30 aogsto1919 in Friuli, In alto, XXXI (1920): 8-14
  • 1920: Il ghiacciaio del Montasio, In Alto, XXXI (1920): 21-22
  • 1920: Risultati sommari di uno studio sul glaciale del Bacino del Fella e dell’Isonzo, Boll. Soc. Geogr. It., XXXIX (3): CIX-CXII
  • 1921: Osservazioni glaciologiche nelle Alpi carniche e Giulie, In Alto, XXXII (1921): 1-10
  • 1921: I ghiacciai del Canin e del Montasio (Osservazioni del 1921), In Alto, XXXII (1921): 54-69
  • 1921: Su di una particolare forma di ghiacciai delle Alpi Venete, Atti del VIII Congr. Geogr. It., vol. II: 42-46, Firenze 1921
  • 1921-1922: Su di una Grotta della Val Saisera, Mondo Sotterraneo, XVII-XVIII: 13-14
  • 1922: Le variazioni della foce del fiume Isonzo, Riv. Geogr. It., XXIX (22): 249-263
  • 1922: Onoranze, commemorazioni e necrologie di G. B. De Gasperi, in „Giotto Dainelli (a cura di): G. B. De Gasperi. Scritti vari di geografia e geologia. Pubblicazione postuma”, Memorie Geografiche di G. Dainelli, Firenze 1922: 29-33
  • 1922-1923: La Grotta Azzurra di Castelrosso (Mare di Levante), Mondo Sotterraneo, XVIII-XIX: 90-92
  • 1923: I ghiacciai del Canin e del Montasio (Osservazioni del 1922), In Alto, XXXIV (1923): 1-4
  • 1924: I ghiacciai del Canin e del Montasio (Osservazioni del 1923), In Alto, XXXV (1924): 2-5
  • 1924 (con Crestani G. e Feruglio E.): Le piogge e le piene dei fiumi friulani nella terza decade del settembre 1920, Uff. Idr. Del R. Magistrato alle Acque, pubbl. n. 114, Venezia 1924, pp. 75
  • 1924-1925: Aria e temperie, in Gortani M. (a cura di) Guida della Carnia e del Canal del Ferro, Tolmezzo, 1925: 36-46
  • 1924-1925: Gli abitanti, loro numero e distribuzione, in Gortani M. (a cura di) Guida della Carnia e del Canal del Ferro, Tolmezzo, 1925: 62-73
  • 1925: La costituzione geologica delle Alpi Giulie, Atti Soc. It. Sc. Nat., 64: 258-312
  • 1925: La costituzione geologica del gruppo delle Alpi Giulie Occidentali, Atti della Soc. It. Sc. Nat., LXIV (1925): 258-311
  • 1925: A proposito della costituzione geologica del gruppo del Jòf Fuart (Alpi Giulie Occidentali), In Alto, XXXV (1925): 46-55
  • 1926: Le condizioni dei ghiacciai del Canin nel 1925, In Alto, XXXVII (1926): 77-80
  • 1926: Forme di erosione subaerea nei calcari di alcune isole del Mediterraneo Orientale, Natura, XVII (1): 39
  • 1926: L’evoluzione morfologica del bacino della Fella in Friuli (Studi di geomorfologia), Atti Soc. It. Sc. Nat., LXV, (3-4): 205-461
  • 1927: Faune triassiche delle Alpi Giulie Occidentali, Giornale di Geologia, 2 (1927): 3-57
  • 1927: Le variazioni dei ghiacciai del Canin nell’ultimo quarantennio, In Alto, XXXIX (1927): 1-12
  • 1927 (Con Gortani M.): Note illustrative della Carta geologica delle Tre Venezie. Foglio Pontebba, Soc. Coop. Tip., 1927, pp. 86
  • 1927: L’orografia del bacino del Fella (Friuli) in rapporto con la costituzione geologica, Boll. R. Soc. Geogr. It., s.6°, vol. VI (8-9): 531-570
  • 1928: La morfologia carsica dell’isola di Castelrosso (Mar di Levante), Le Grotte d’Italia, 2 (1): 11
  • 1940: Sopra una singolare associazione di doline nella catena del Tauro (Asia Minore), Natura, XXXI: 168
  • 1943: Ernesto Mariani (Necrologio), Boll. Com. Glac. It., 22 (3)
  • 1945: Sull’origine delle sorgenti “Le Grande” in Val di Rezzalo (Valtellina) e sulla presenza di forme di tipo carsico negli gneiss, Rend. R. Ist. Lomb. Sc. Lett., vol. LXXVIII (1): 15
  • 1950 (con Martinis B.): Notizie sulla costituzione geologica del Monte di Medea in Friuli, Boll. Soc. Geol. It., LXIX (1950): 50-59
  • 1951: Arrigo Lorenzi, Atti Acc. di Udine, s. VI, vol. XI (1948-1951)
  • 1957: Egidio Feruglio, 1897-1954. Una vita di studio e di azione, Feletto Umberto 1957, pp. 14
  • 1967 (con Assereto A., Comizzoli G., Passeri L.D.) : Carta geologica d’Italia. Foglio 14a ‘Tarvisio’, Min. Ind. e Comm., Roma 1967
  • 1968 (con Assereto A., di Colbertaldo D., Comizzoli G., Passeri L.D.) : Note illustrative della Carta geologica d’Italia. Foglio 14a ‘Tarvisio’, Min. Ind. e Comm., Roma 1968, pp 70
  • 1969: Michele Gortani, Atti Acc. di Udine, VII (7): 85-124
  • 1969: Michele Gortani, In Alto, LXIV: 3-5
  • 1983: Ricordando un caro amico: Michele Gortani, Ce Fastu?, 59: 151-157
  • 1986: Le mie prime “spedizioni” alpinistiche e speleologiche a Palmanova, In Alto, LXIX: 164-169
  • 1987: Sulle vie della seta, dei ghiacci e dell’oro, Ist. Geogr. De Agostini, Novara
  • 1988: Esploratori friulani in Asia, in Atti Conv. di studio dell’Acc. di Scienze, Lett. E Arti di Udine, Udine 1988: 11-30
  • 1989: Prima scalata del Monte Matajur con gli sci, In Alto, LXXI: 198-202

 Ulteriori notizie su Ardito Desio si possono trovare in:

  •  – – , 1922: Nuovi soci, società Alpina delle Giulie, Comunicato mensile ai soci, a. II, n. 4, aprile 1922
  • – – , 1983: Straordinarie avventure di Ardito Desio, italiano esploratore, Qui Touring, 13 (/9): 17-24
  • – – , 2001: Ardito Desio, In Alto, LXXXIII: 108-110
  • Bizzarro P., 2001: Ardito Desio, In Alto, LXXXIII: 111-112
  • Desio M. E., Rossi S., 2011: Ardito Desio geologo e naturalista, in “Visentini P. (a cura di), 2011: Hic sunt leones. Esploratori, geografi e viaggiatori tra Ottocento e novecento”, Museo Friulano di Storia Naturale, Udine 2011: 263-269
  • Gaetani M., 2002: In memoria di Ardito Desio (1897-2001), Boll. Soc. Paleont. It., 41/1: I-II
  • Gaetani M., 2002: In memoria di Ardito Desio (1897-2001), Rivista It. di Paleont. Strat., 108/1: 3-5
  • Galli M., Mosetti F., 1985: Geologia, in “La ricerca scientifica. 1° aggiornamento dell’enciclopedia monografica del Friuli-Venezia Giulia”, Udine 1985, pag. 72
  • Muscio G., 2002: Relazione morale per l’anno 2001, Mondo Sotterraneo, n.s., XXVI (1-2): 3-10
  • Sello U., 2001: Ricordo di Ardito Desio, Mondo Sotterraneo, n.s., XXV (1-2): 3-6
  • Sello U., 2011: Esploratori e geografi friulani dagli archivi della Società Alpina Friulana e del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, in“Visentini P. (a cura di), 2011: Hic sunt leones. Esploratori, geografi e viaggiatori tra Ottocento e novecento”, Museo Friulano di Storia Naturale, Udine 2011: 172-177
  • Simonetto L., 2011: del Matajur innevato, in “Scalon C., Griggio C., Bergamini G. (a cura di), 2011: Nuovo Liruti – Dizionario Biografico dei Friulani. 3. L’età contemporanea” Forum, Udine 2011: 1313-1317
  • Sommaruga C., 1987: Cerimonia in onore di Ardito Desio (Adunanza solenne del 13 maggio 1987), Ist. Lombardo Acc. di Scienze e Lettere, Milano 1987
  • Sommaruga C., 2001: Ardito Desio, Speleologia 45: 94-95
  • Visentini P., 2011. Da Beato Odorico ad Ardito Desio: storia delle esplorazioni di friulano in territori extraeuropei, in “Visentini P. (a cura di), 2011: Hic sunt leones. Esploratori, geografi e viaggiatori tra Ottocento e novecento”, Museo Friulano di Storia Naturale, Udine 2011
  • Zanettin B., 2002: Mezzo secolo di Petrografia nell’Istituto di Mineralogia e Petrologia della Facoltà di Scienze (1945-2000), Padova, CLUEP, 2002

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