Progressione 100

 

PROGRESSIONE 100

«PROGRESSIONE» AND THE CENTENARY

 «Progressione» was first published in 1978 to give information about various activities which were not dealt with in our scientific magazine «Atti e Memorie». It soon developed far beyond the original scope indicated by Carlo Finocchiaro in presenting the first issue. Thanks to it, unexpected feelings and insights, which would have otherwise been neglected, were brought to light and, as an unforeseen side-effect, we have come to know each other better: it showed that to some people writing can be easier than speaking. In addition, the magazine dealt with some fundamental aspects, such as the symbiotic relationship between cavers and caves as well as personal motivations and experiences of cavers in Trieste. It has thus taken on a manifold character by bringing together the language – difficult ai times – of young people and «old men’s» memories; through these valuable memorie» we are now able to find our own identity and to recal our past history of which we are rightly proud. There are many members over forty who are still active in the «Commissione Grotte», and our past history is given high consideration; (or these reasons, the «Commissione Grotte» is a rather unique group and unique is also the magazine reflecting its spirit and character.
We know that people read it with interest not only in Italy, but also abroad, and this is a reward for all our efforts made to keep up with a high-quality level. At the beginning of 1983 Carlo Finocchiaro stated that a special issue should be published to celebrate the Centenary, a review of all activities carried out over the last hundred years. The leading article is bis last writing, an invitation (or all to look back to the past before going ahead, being aware that difficulties are over. We have had more than 570 expeditions in caves this year – a real record, It is an encouraging result showing that we are stili «in progress». One problem ha» still to be solved, the coordination of all our activities in order to take the utmost benefit out of it. The caver in Venezia Giulia it not – as a rule – a too serious-minded person. He likes to enjoy himself, to joke – even underground. And jokes often are so clever to be handed down from father to son. The caver is a light-hearted, easy-going person who needs to break away from the stress of a dangerous activity whose risks are only apparently undervalued. It is not surprising, therefore, that surveys and studies also include the reports of some funny episodes or jokes, reflecting the true spirit of cavers’ life, a world in which the best qualities are enhanced of men who, under some other aspects, may seem sceptical and disillusioned.
On this unique occasion, we would like to express our gratitude to alll those who – either members or not contributed to the development of the «Commissione Grotte». Great names are not many, the majority are people who worked hard and anonimously. Without them, however, many of our successful results would have never been achieved. Finally, we also wish to express our gratitude to our senior members whose presence with us is bearing witness to the validity of our initiative and constantly reminds us that it is a must for us to go on walking along their path.
 Traduzione a cura di “Trieste Traduzioni Congressi

PROGRESSIONE 100

 Nata nel 1978 per dare notizie delle varie attività che non trovavano spazio sulla nostra rivista scientifica Atti e Memorie, PROGRESSIONE ha avuto in breve un’evoluzione che ha forzato i limiti tematici enunciati da Carlo Finocchiaro nel presentare il primo numero; è stato come aprire una valvola, dalla quale sono scaturiti insospettati sentimenti ed introspezioni altrimenti ignorate, imprevisto effetto collaterale che ci ha fatto conoscere meglio tra noi stessi, rivelando che a taluno riesce più facile scrivere che parlare. La rivista inoltre ha permesso di affrontare alcuni argomenti di fondo, come le motivazioni ed i modi dell’essere speleologo a Trieste e la nostra concezione della simbiosi uomo-grotta; la pubblicazione ha assunto così molte facce, accostando al linguaggio talvolta difficile dei giovani la voce di qualche «vecchio» rievocante le cose d’un tempo, ricordi validi a stabilire un’identità e preziosi per ricostruire una storia della quale siamo a ragione orgogliosi. Sono anche questo riguardo per il passato ed i numerosi ultraquaran­tenni ancora attivi a fare della Commissione Grotte un gruppo diverso da ogni altro e diversa è risultata di conseguenza la rivista che ne rispecchia fedelmente l’essenza e lo spirito; abbiamo prove sicure che essa piace ed è letta volentieri non solo in Italia e tanto basta a ripagare l’impegno richiesto da una continuità ad un elevato livello qualitative.
All’inizio del 1983 Carlo Finocchiaro aveva stabilito che l’anniversario esigeva un numero speciale, dedicato interamente ad una rassegna della vita sociale e delle opere compiute in cento anni. L’articolo di apertura è il suo ultimo scritto, un invito a guardare indietro prima di continuare cammino con la certezza che i momenti più difficili sono ormai alle spalle; le oltre 570 uscite – un record – di quest’anno sono il segno confortante che la progressione non si ferma, restando il problema di coordinare una potenzialità operativa così rilevante in modo da trarne il massimo profitto.
Lo speleologo giuliano non è di norma persona troppo seria, nel senso che prima, dopo ed anche durante il suo lavoro sotterraneo egli ama aprire parentesi dedicate al divertimento, allo scherzo, alla burla talvolta geniale al punto da essere tramandata da una generazione all’altra; ciò è dovuto sia ad un’indole scanzonatamente dissacrante che alla necessità di rompere la tensione emotiva di un’attività dove i pericoli sono tanti e solo in apparenza presi alla leggera. Non deve quindi sorprendere che i lavori frutto di lunghe ricerche d’archivio ed a quelli che riepilogano risultati di studi ed indagini siano seguiti da brani di tutt’altro contenuto, cronache di episodi spassosi e bozzetti vivaci di periodi particolari della nostra esistenza; ne traspare la vera anima della speleologia, disciplina nella quale hanno trovato forse massima espressione le doti migliori di una gente per altri aspetti scettica e fatalista.
In questa occasione che potrebbe divenire irripetibile abbiamo voluto ricordare – con le inevitabili omissioni – tutti quelli che hanno dato un contributo sia pur minimo alle sorti della Commissione Grotte, magari senza farne parte; le persone note sono poche, mentre le altre appartengono alla vasta schiera di modesti lavoratori che hanno lasciato tracce !abili od anonime, ma senza i quali molte opere importanti non sarebbero state realizzate. Un altro pensiero di gratitudine lo rivolgiamo infine ai soci più anziani, la cui presenza al nostro fianco conferma la validità di una scelta ed è un imperativo a portare avanti quello che ci hanno trasmesso.
                                                                                                  Dario Marini
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