Silvio Polli

 

SILVIO POLLI – (1904 – 05.1990)

Pubblicato sul n. 24 di PROGRESSIONE – Anno 1990
Un altro vecchio speleologo ha lasciato la Commissione nel 1990: gli ultimi di maggio infatti è venuto a mancare, all’età di 86 anni, il prof. Silvio Polli, meteorologo e studioso di chiara fama (fu un matematico che si dedicò agli studi di oceanografia, mareografia, fisica terrestre) cui si deve il rilancio – nei primi anni ’50 – degli studi di meteorologia sotterranea iniziati vent’anni prima dal suo mae­stro Francesco Vercelli.
Buon alpinista, nel senso più classico e genu­ino del termine (frequentò e visitò le nostre Alpi sin da giovanissimo, spesso in compagnia di nomi altrettanto illustri quanto il suo), si avvicinò con­cretamente al mondo delle grotte a 46 anni, nel 1950, allorchè a lui si rivolsero alcuni speleologi triestini (dapprima Lucio Pipan del G.T.S., poi Fabio Forti e Tullio Tommasi ni della S.A.G.) desi­derosi di capire qualcosa di più del mondo delle grotte e dei meccanismi meteofisici peculiari del­l’ambiente.
L’argomento lo dovette appassionare note­volmente considerato che – nonostante i numerosi impegni professionali (dapprima all’Istituto Geofisico di Trieste, quindi all’istituto Talassografico di cui divenne presto direttore, insegnamento all’Università, collaborazione con vari sodalizi di cui faceva parte: Collegio Int. dei Consulenti onorari per le Scienze del Mare, Acca­demia di Studi Economici di Trieste, Accademia di Scienze Lettere ed Arti di Udine, Ateneo Veneto, Società Adriatica di Scienze Naturali) e familiari (allevò nell’amore e nel rispetto della natura un figlio e due figlie cui diede nomi mitici legati alle scienze che costituirono il maggior interesse della sua vita: Elio, Gea, Thalassia) – trovò il tempo di dedicarsi alla speleologia. Ebbe cosl modo di impostare ed eseguire vari cicli di ricerche di meteorologia ipogea alla Grotta Gigante (anni 1951/1955), di progettare e allestire – per conto della Commissione Grotte “E. Boegan” di cui fu chiamato a far parte quale socio onorario – e in collaborazione con Fabio Forti e Tullio Tommasini – la Stazione Sperimentale di meteo­rologia ipogea alla Grotta Costantino Doria (1956) nella quale le misurazioni saranno effettuate per oltre un ventennio (1957-1978), di sovrintendere a tutte le ricerche di meteorologia ipogea effettua­te sul Carso nell’arco di tempo che va dal 1950 alla sua morte.
Presente a molti convegni e congressi, nazionali e internazionali, ebbe modo di far cono­scere le sue idee sulla meteorologia ipogea con conferenze, articoli divulgativi e lezioni tenute a corsi nazionali di speleologia. I risultati delle sue ricerche sono stati oggetto di oltre 200 pubblicazioni, di cui una ventina dedicate precipuamente alla meteorologia ipogea ed altrettanti a studi sul clima del Carso e delle sue doline. Elencarli tutti – dal primo lavoro, dedicato alla meteorologia ipogea della Grotta Gigante e presentato al 1° Congresso Internazionale di Speleologia tenutosi a Parigi nel 1953, al più recente, apparso sull’ultimo numero di Atti e Me­morie e rivolto allo studio delle correlazioni fra i parametri meteofisici e la vegetazione dei baratri carsici – porterebbe via troppo spazio.
Riteniamo sufficiente, per sottolineare il suo apporto a que­sto settore della spelologia, ricordare come la sua opera non si sia esaurita con la pubblicazione dei dati raccolti, ma prosegua nel tempo, avendo la stessa innescato un meccanismo di indagine che si autoalimenta con le nuove scoperte ed in cui ogni nuovo dato acquisito invoglia lo studioso a proseguire nelle ricerche.
Pino Guidi

 RICORDO DI SILVIO POLLI

 Conobbi il prof. Silvio Polli alla Grotta Gigan­te, verso la fine del 1949. Venne a trovarci accom­pagnato dall’allora segretario della CGEB Stelio Quarantotto (Totto), per vedere se si poteva impo­stare una ricerca di meteorologia ipogea. Assie­me a Tullio Tommasini (Tom) accompagnammo il prof. Polli in una sommaria visita della Grotta e gettammo però le basi per quegli studi e ricerche che ci occuparono per oltre 20 anni.
Ricordo che attraversando il paese di Borgo Grotta Gigante, il prof. Polli, sempre attento a tutto ciò che vedeva e… sentiva, ci disse: “che profumo di stalla”… “che bell’ambiente agreste”. Toni odio sentimmo subito che il prof. Polli era soprattutto un entusiasta della natura e ciò ci piacque. Il curioso è stato che la settimana successiva venne a trovarci anche il prof. Antonio Marussi per stabi­lire un altro programma di ricerche (leggi pendoli), anche lui nell’attraversare il paese espresse le sue opinioni in modo alquanto diverso : “che spuza de merda”. Tom ed io, sorridendo, facemmo men­talmente le dovute differenze e la nostra attività con il prof. Polli è stata indubbiamente più profi­cua, questione di variabile apprezzamento degli odori.
Per lunghi anni siamo andati a trovare il prof. Polli, all’Istituto Talassografico in Viale Romolo Gessi. Lì facevamo studi, progetti, discussioni sui metodi di rilevamento meteorologico, sulla siste­mazione delle varie stazioni sperimentali. Una sera entrando nell’Istituto, Polli stesso venne ad aprire la porta. Entrando gli dissi ‘buona sera professore, fuori nevica!” Lui, imperturbabile mi fece invece una controdomanda: “fiocchi o granu­li?” Ritornai all’aperto, considerai per un attimo il “tipo” della neve e rientrando gli dissi “fiocchi”.
In tutto il lungo periodo delle nostre ricerche sul microclima ipogeo, dal prof. Polli apprendem­mo un monte di cose, una somma di nozioni, di metodologia di rilevamento, di strani adattamenti strumentali, di come si debba trattenere il fiato quando si fanno delle misure con il termometro ad aspirazione e così via. Sotto la sua guida Tom ed io divenimmo in pochi anni dei perfetti “tecnici dei rilevamenti meteorologici in grotta”. Il suo pensie­ro costante era quello che bisognava accumulare una massa enorme di dati perfetti, prima di azzar­dare anche delle semplici ipotesi. Ricordo che dopo molti anni di misure alla Grotta Sperimentale “Costantino Doria”, Polli espresse il dubbio che forse qualche leggera alterazione nelle misure, potevamo procurarla Tom ed io, con il “calore corporale”, dato che il tempo necessario per ese­guire tutte le misure era di circa un’ora. Ordinam­mo allora un termometro in 1/10000 e lo siste­mammo al centro della galleria finale.
Veniva letto ogni qual volta si doveva procedere alle misura in grotta, quando dopo un anno di misure constatò che la nostra presenza in grotta alterava l’ambien­te di circa 3-4/1000°, quantità questa affatto trascurabile, considerato che la precisione degli strumenti che usavamo era di 0,5/10°. Con il prof. Polli si operava in assoluta fiducia, lui approvava sempre le nostre proposte migliorative delle lunghe e talora estenuanti ricer­che che abbiamo fatto per decenni alla Grotta Gigante, alla Grotta Doria, alla Grotta 12, nelle varie doline. Tutte le numerose stazioni termometriche poste nelle varie grotte, venivano in comune accordo posizionate, il prof. Polli aveva cura di indicarci con grande precisione le caratte­ristiche morfologico-climatiche di ogni stazione e così Tom ed io potevamo eseguire le varie misure con attenzioni particolari a seconda dei siti.
E’ noto che nelle ricerche, negli studi sugli ambienti naturali, indifferente se sopra o sotto terra, è indispensabile che i “dati” siano rilevati in modo molto preciso e per ottenere tale precisione ci vuole tanto tempo e molta pazienza. Sono grato per quanto il prof. Polli ci ha aiutato e soprattutto insegnato, per la passione
nelle ricerche che ci ha inculcato e per la severità dei metodi che ci ha imposto. Studiosi della sua serietà e onestà che riescano a trasmettere ai loro
allievi “passione e precisione”, non ce ne sono molti.
Conserverò sempre per il resto della mia vita di studioso, il suo ricordo per quanto ho da Lui appreso ed anche un’ammirazione per la sua facilità di descrivere anche i più complessi fenomeni naturali con parole semplici e comprensibili.
                                                                                                            Fabio Forti

Bibliografia speleologica

Per non appesantire troppo il testo la cospicua bibliografia di Silvio Polli è stata inserita nella sezione “Bibliografie”, a cui si rimanda il cortese lettore.

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