Luca Kralj

 

Luca KRALJ – Trebic (Trebiciano – TS) 3.10.1819 – Grotta dei Morti (TS) 28.10.1866

Testo pubblicato alla pagina 56 di Speleologia 60 (giugno 2009)
Contadino del villaggio di Trebic (oggi Trebiciano, il sloveno Trebce), frazione carsica del comune di Trieste, Luca Kralj appartenne a quella schiera di Grottenarbeiter (lavoratori delle grotte) che nell’Ottocento e nei primi anni del secolo seguente ebbero un ruolo importante nelle ricerche speleologiche sul Carso Classico. Figlio di un protogrottista (fonti non asseverate affermano che suo padre nel 1817 si sia calato nel primo pozzo del futuro abisso di Trebiciano, asserzione che contrasta però con quanto riferito dal Lindner) è nato il 3 ottobre 1819. A vent’anni partecipò alle esplorazioni di Lindner a San Canziano e quindi, sempre con il Lindner, ai lavori che portarono alla scoperta del Timavo sul fondo dell’abisso di Trebiciano, in cui fu il primo a mettere il piede. Negli anni 1862-1864 prese parte ai lavori nel Foro della Speranza, cavità verticale sita ai margini del Carso, in prossimità del rione di San Giovanni proprio alle porte di Trieste. I lavori erano stati indetti dal Comune di Trieste alla ricerca di una via al Timavo più vicina alla città e si conclusero il 28 ottobre 1866 quando a quota -254 venne fatta brillare una potente mina per forzare la fessura terminale. Luca Kralj, suo fratello Antonio Kralj e Andrea Fernetich vi scesero per verificarne l’effetto; giunti a circa 170 metri di profondità rimasero soffocati dalle esalazioni di gas; due settimane dopo vi perse la vita Matteo Kralj, sceso assieme ad altri quattro compagni per cercar di recuperare le salme dei primi tre sventurati. I resti dei quattro sventurati figli del Carso furono trovati trent’anni dopo dai grottisti dello Hades, gruppo speleo formato da studenti del liceo triestino di lingua tedesca, i primi ad essere scesi nella Grotta dei Morti – così veniva orami chiamata – dopo la disgrazia.
Conosciuto nella pubblicistica italiana e tedesca, e nei documenti conservati negli archivi comunali di Trieste, con il patronimico “Kral” o “Krall”, è citato in quella slovena con “Kralj”, cognome riscontrato anche nel Register Defunctorum Parochiae Opchinae nel corso di ricerche effettuate da Luciano Filipas negli archivi della chiesa parrocchiale di Opicina, ove risulta che “Lucas Kralj in caverna suffocatus periit laborando” il 28.10.1866.

Ulteriori notizie su Luca Kralj si possono trovare in:

Boegan E., 1910: La Grotta di Trebiciano, Stab. Tip. Caprin, Trieste 1910, pp. 68
Faraone E., 1991: Lo sviluppo della speleologia triestina secondo la stampa locale, Simposio Internazionale sulla Protostoria della Speleologia, Città di Castello, sett. 1991: 41-50
Faraone E., 2004: Adolf Schmidl sul Carso triestino (1851-1852), Atti e Memorie CGEB, 39: 107-145
Galli M., 1993: La Grotta di Padriciano, Simposio Internazionale sulla Protostoria della Speleologia, Città di Castello, sett. 1991: 105-111