Il sistema speleogenetico della Val Rosandra

IL SISTEMA SPELEOGENETICO DELLA VAL ROSANDRA

Posizionamento in sezione ed altimetria dei sistemi della Val Rodandra (Disegno N.Zuffi

Pubblicato sul n. 57 di PROGRESSIONE – Anno 2010
Ultimato il rilievo della poligonale principale della grotta Oniria (5731 VG) come descritto su Progressione 56, squadre di volontari si impegnavano per l’esecuzione dei rilievi di dettaglio. Nel 1996, potendo disporre di una quantità sufficiente di elementi, provvedevo a disegnare una planimetria schematica della stessa, in scala 1: 1000, riportandovi alcune quote di riferimento. Grazie al sistema di coordinate unificato, era possibile disegnare sulla stessa la posizione delle altre grotte già note: Fessura del Vento (4139 VG ), Gallerie (420 VG), Gufo (5740 VG), ma a causa delle incertezze dovute ai rilievi a volte datati e alle posizioni effettuate in modo tradizionale, non c’era la garanzia della rigorosa esattezza della loro posizione reciproca. Negli anni 2001/2, con la scoperta della grotta Martina (5640 VG) e di uno splendido ramo nuovo della grotta delle Gallerie, la planimetria veniva aggiornata con una maggiore attendibilità delle posizioni. Da un’osservazione anche superficiale era apparsa evidente la sovrapposizione planimetrica di queste quattro grotte principali, che pur trovandosi su piani a quota diversa, potevano far supporre una possibile comunicazione tra di loro.
Il ramo del Lago Azzurro della Fessura del Vento (q. 215 m) in planimetria risulta abbastanza prossimo alla zona della IV strettoia di Oniria (q. 341 m), circa 20 m a Ovest in proiezione, ma il dislivello stimabile di 125 m rende poco invitante una ricerca di collegamento in questa zona. Uno scavo verso i rami più interni della Fessura era stato tentato negli anni ’90 nella “Caverna delle Mura” (ancora in posto armatura e paranco), ma senza troppa fortuna. Più degno di essere preso in considerazione un vano con assorbimento (q. 326 m) in corrispondenza del Calvario, che si troverebbe a una quarantina di metri in pianta dal Lago Azzurro, con un dislivello di 110 m, ma si sa, nelle grotte le sorprese sono sempre dietro l’angolo.

 

Topografia generale in sezione e pianta dei sistemi

Le maggiori possibilità di collegamento risultavano tra Oniria e Gallerie. Infatti presso la II strettoia di Oniria un breve ramo a pozzi (che per comodità chiamerò ramo a Folpo, q. 342 m) scende e si avvicina alle Gallerie in corrispondenza della cosidetta “Sala degli Auguri” q. 338 m) dove è stato scavato il pozzo artificiale che ha portato al nuovo Ramo N.O. In questa direzione le ricerche sono state sospese per una situazione ambientale non proprio incoraggiante, pur in presenza si indizi favorevoli. In pianta la distanza tra i due punti risulta di 25 m, ma la parete a S.E. nella “Sala degli Auguri” appare di roccia compatta. Non resta che scavare nei detriti di fondo, sperando in una continuazione intasata di materiale.
Una vicinanza più favorevole si presenta in una piccola sala a Ovest della II strettoia (ramo a Folpo q. 341 m) che verrebbe a trovarsi a 10 m dagli “Auguri”, ma anche questa opportunità non è stata esplorata per assenza di prospettive incoraggianti.
Nella stessa posizione, tra le diverse ramificazioni, una è stata esplorata e resa accessibile, raggiungendo un piccolo pozzo cieco in cui le successive prove con il “Metodo Zanini” hanno dimostrato un seppur debole passaggio d’aria, indice di comunicazione con altre cavità. In questo caso le Gallerie (q. 302 m) si trovano a Est a una distanza di 20 m e un dislivello di – 40 m, che potrebbe ridursi fino a -20 m se l’eventuale collegamento venisse a trovarsi nella sala da cui parte il ramo del Petrolio 1, sovrastata da un camino parzialmente esplorato di circa 15 m.
Per rimanere in Oniria, la parte più bassa del Meandro dei Fiori Sud (q. 306 m) viene a trovarsi prossimo al fondo del ramo Cossiansich delle Gallerie (q. 300 m) con una distanza planimetrica di 15 m verso S.O. Qui la morfologia delle due grotte sembra lasciare qualche speranza di prosecuzione, ma al momento il problema non è stato ancora affrontato.
La grotta delle Gallerie sembra poter fare da cerniera tra Oniria e Martina, ma le difficoltà per realizzare un collegamento non sembrano di poco conto. Il nuovo ramo N.O. come si nota in pianta, si sviluppa con andamento parallelo, quasi sovrapposto alla Martina; poco prima che questa termini, le due grotte si incrociano (q. 283 m Gallerie, q. 236 m Martina) con una differenza di quota di 47 m, improponibile come gli altri punti dove i due percorsi si intersecano.
Dove la distanza fisica sembra offrire le maggiori possibilità di collegamento è nel ramo del Petrolio1 dove gli scavi si sono interrotti per difficoltà logistiche. Dal suo punto più profondo (q. 289 m) la Martina (q. 260 m) dista in pianta 20 m verso Est, proprio dove questa si incrocia con Oniria (q. 334 m). Un tunnel artificiale di 35 m metterebbe in comunicazione Gallerie e Martina. Non è questa la filosofia che ispira questo gioco appassionante, ma bensì trovare ed eventualmente rendere transitabile un passaggio naturale.
Da alcuni anni Giuliano Zanini sta eseguendo esperimenti per individuare se e dove avviene il passaggio di aria tra le diverse Grotte, con il metodo della circolazione forzata di aria da lui messo a punto. I risultati sono inequivocabili e meritano una trattazione più dettagliata e approfondita, comunque si può affermare con certezza che siamo in presenza di un unico complesso che riunisce (non si sa dove e come) Oniria con Gallerie, Martina, Pipistrelli (2686 VG) e Ferroviaria (4352 VG) in un percorso che al momento non è transitabile da alcuno speleologo, ma domani chissà…
Le risultanze di queste ricerche in parte sostengono le supposizioni grafiche e si possono riassumere come segue:

  • La Fessura non dà nessuna risposta, aspirando aria da qualsiasi altra grotta.
  • Oltre la IV strettoia di Oniria non risulta alcun collegamento con la Martina.
  • In Oniria, nel pozzo del ramo a Folpo (II strettoia) è rilevabile un assorbimento d’aria verso la Martina.
  • Nelle Gallerie, rami 1 e 2 del Petrolio, assorbimento d’aria verso la Martina.
  • Nelle Gallerie, nel ramo nuovo N.O. presso la I strettoia, c’è un assorbimento d’aria verso la Martina la cui posizione non è stata individuata.
  • Pipistrelli e Ferroviaria danno segni di collegamento con la Martina.

Un primo successo anche se piccolo è stato conseguito proprio su indicazione di Giuliano, con l’apertura del passaggio tra la grotta del Tasso e la Martina.
Eseguito uno scavo sul fondo del Tasso in direzione della Martina con l’aiuto di Augusto Diqual, dopo cinque metri veniva cambiato il fronte d’attacco, passando a scavare dall’interno della Martina. Ma dopo alcune giornate di lavoro, avendo perso la via dell’aria, l’operazione veniva sospesa. L’intervento risolutivo veniva effettuato da “Giannetti” che dall’interno Martina, mentre cercava di fare misurazioni con l’Arva, con pochi colpi di punta e mazza riusciva ad aprire il varco verso il Tasso, dove si trovava Giuliano.
Lungi dal mettere una parola definitiva sull’argomento, suscettibile di ulteriori e più precisi approfondimenti, questi appunti sommari si propongono di sollecitare la fantasia e la curiosità degli speleologi per dipanare in tempi ragionevoli e non in ere geologiche i diversi interrogativi posti, prima che qualche TAV non risolva la questione in modo drastico e spicciativo.
N.B.  Lo spaccato proposto non rappresenta lo sviluppo reale delle grotte, che risulta in diversi casi compresso e distorto per effetto della proiezione su un unico piano verticale, come se la montagna fosse “trasparente” e osservata dal Cippo Comici.
La planimetria è forzatamente schematica, ma riportata in scala.
                                                                                                          Nicolò Zuffi

Parete del monte Stena con gli ingressi delle cavità (Foto N.Zuffi)