Sergio Coloni

SERGIO COLONI – TRIESTE 22.04.32 – 17.01.2010

Il 17 gennaio 2010 è venuto a mancare Sergio Coloni. Sicuramente è un nome che non dirà molto agli speleologi di oggi, ma che ha un posto importante nella storia della speleologia del Friuli Venezia Giulia in quanto è legato alla prima legge speleologica.
Sergio Coloni era nato a Trieste il 22 marzo 1932; entrato nell’Azione Cattolica e nell’Associazione Silvio Pellico si dedicò alla vita politica nelle file della Democrazia Cristiana (ne fu segretario provinciale dal 1967 al 1973 e segretario regionale dal 1975 al 1978). La sua carriera politica lo vide percorrere tutte le tappe: consigliere comunale, consigliere regionale, assessore regionale prima alle Finanze e poi alla Pianificazione Territoriale, deputato, sottosegretario al Tesoro nel Governo Ciampi. Alla caduta, nel 1994, di quest’ultimo si ritirò – a 62 anni! –  dalla vita politica, rifiutando poi (caso piuttosto raro nel mondo politico italiano) incarichi e poltrone.
Ma non è sicuramente per questo che il mondo speleologico lo ricorderà: Coloni fu l’artefice, su suggerimento di Marino Vianello (come ha rammentato lui stesso in occasione del trentennale), della Legge Speleologica. Infatti fu lui a presentare, il 3 marzo 1966, la proposta di legge “Norme d’integrazione della legge statale 29 giugno 1939, n. 1497, per la tutela del patrimonio speleologico della Regione Friuli Venezia Giulia”. La prima “Legge speleologica”, che doveva far da modello a tante altre che seguirono nei decenni successivi, era stata preparata con Vianello e Finocchiaro e presentata con le firme dei consiglieri Bianchini, Metus, Moro, Ramani, Rigutti, Urli Stopper e Vigolini, uno schieramento trasversale che permise la sua approvazione in tempi rapidissimi: adottata dal Consiglio Regionale il 31 maggio 1966, rinviata dal Governo con osservazioni il 1° luglio, ripresentata in Commissione il 19 luglio, approvata il 1° settembre sub n. 27 e pubblicata sul BUR il 6 settembre. Il primo articolo della legge autorizza la Regione ad emanare provvedimenti per la difesa del patrimonio speleologico, ad incoraggiare le ricerche scientifiche e gli studi sul fenomeno carsico anche mediante concessione di premi, sovvenzioni e contributi, a promuovere l’organizzazione di convegni, corsi di studio e conferenze.
Grazie a quella Legge la speleologia regionale ha fatto un notevole passo avanti: non solo si è assicurata una vita dignitosa grazie ai contributi che hanno permesso l’acquisto di materiali, l’organizzazione di spedizioni e la pubblicazione di bollettini e riviste, ma ha riconosciuto formalmente l’esistenza del fenomeno carsico e delle grotte, fornendo le norme per la loro protezione.
Sergio Coloni e stato un amico del mondo delle grotte e di quello della montagna, ed è giusto che questo mondo lo ricordi.

Bibliografia speleologica

Relazione sulla proposta di legge d’iniziativa dei Consiglieri Coloni, Bianchini, Metus, Moro, Ramani, Rigutti, Urli Stopper e Vigolini, Alpi Giulie 61: 89-90, Trieste 1966; pure su Rass. Speleologica Italiana, 19 (1-2): 5-7, Como 1967
Presentazione, in “La Legge Regionale sulla speleologia ha trent’anni: i risultati, le proposte per il futuro”, Trieste 12 ottobre 1996: 9-10

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