VOLUME XXXIV – 1996

 

VOLUME XXXIV – 1996

Trieste 1997
FRANCO BESENGHI, FRANCO GHERBAZ Relazione dell’attività della Commis­sione Grotte «Eugenio Boegan» nell’anno 1996 – pp. 5-13
FULVIO GASPARO Miscellanea biospeleologica. Parte I: Friuli – pp. 17-48 La nota fornisce una rassegna delle ricerche biospeleologiche effettuate dall’Autore in 79 cavità carsiche del Friuli, con particolare riferimento alla fauna terrestre. Per ogni grotta, dopo i dati catastali ed una sintetica descrizione, sono riportati i riferimenti bibliografci relativi ai materiali già pubblicati e l’elenco dei reperti determinati e tuttora inediti. Di questi ultimi viene fornita, alla fne del lavoro, una lista in ordine sistematico.
FRANCO CUCCHI, FABIO FORTI, PATRICK HERBRETEAU Misure sulla dis­soluzione carsica: la stazione di Pradis (Prealpi Carniche) – pp. 49-54 Nell’area di Pradis, con particolare attenzione alla forra del torrente Cosa, è stata siste­mata una serie di stazioni di misura dell’abbassamento per erosione e per corrosione di superfci carbonatiche. Le misure vengono assunte con il metodo del micro-erosion meter in una quindicina di stazioni dai chiodi opportunamente protetti.
I valori di abbassamento misurati fnora sui calcari afforanti sull’altopiano sono molto bassi (0.015 mm/anno), mentre quelli misurati nella forra sul letto del torrente testimonia­no un’attività erosivo-corrosiva anche molto intensa, con valori che variano da 0,01 mm/anno a 0,19 mm/anno.
MARGHERITA SOLARI Aspetti morfologici ed ambientali delle grandi doline del Carso triestino – pp. 55-70
II lavoro illustra i risultati di uno studio sulle caratteristiche morfometriche, naturalisti­ che e ambientali di cento grandi doline del Carso triestino. La statistica descrittiva dei parametri analizzati ha permesso l’identifcazione di una “dolina tipo”, che sintetizza le caratteristiche prevalenti. La statistica comparativa ha individuato le correlazioni tra alcu­ne variabili morfometriche e le strutture geologiche, come le dislocazioni tettoniche e le giaciture. Inoltre, le variabili paesaggistiche e di uso del suolo sono state confrontate con le dimensioni e la posizione delle doline; nelle forme minori le direzioni morfologiche sono molto infuenzate dalla struttura geologica; le forme di maggiori dimensioni risulta­no meno sfruttate, ma sono le più rappresentative per l’infuenza del topoclima dolinare sulla vegetazione.
GIANPIERO ADAMI, PIERLUIGI BARBIERI, BARBARA CAMPISI, EDOAR­DO REISENHOFER Chemometric characterization of some karstic freshwaters (Fon­te Oppia and Torrente Rosandra, near Trieste, Italy) – pp. 71-80
A method for characterizing karstic freshwater was tested, starting from monitoring of a few selected chemical-physical parameters, used as ‘natural indicators’. Sodium, potas-sium, calcium, magnesium, chlorides, nitrates, sulphates, conductivity, temperature and pH were determined in Fonte Oppia and Torrente Rosandra, at two very close sampling sites, both in autumnal and spring periods, for verifying seasonal effects. The principal component analysis performed on the experimental data gives a synthetic description of the examined waters in terms of 3 principal components (PCs). The scores relative to the 10 extracted PCs allow us to discriminate betwen the examined freshwaters. The scores ver­sus time plottings confrm that Fonte Oppia, a typically karstic spring, has lower seasonal variability of composition with respect to the epigeous Torrente Rosandra. The complex equilibria betwen the dissolved carbon dioxide, regulating the pH, and the major ions, Ca and Mg, typical of this calcareous area, constitute a relevant factor for characterizing and discriminating the karstic freshwater.
CARLO GENZO Analisi morfometriche delle piccole forme di dissoluzione epigee del Carso triestino e degli altopiani settentrionali del monte Canin – pp. 81-100 Vengono riportati e descritti i risultati di una ricerca morfometrica, condotta con metodo­logia matematico-statistica, sulle “piccole forme di corrosione” dei litosuoli afforanti sul Carso triestino e sugli altopiani settentrionali del M. Canin.
Sul Carso triestino i rapporti larghezza/lunghezza e profondità/lunghezza delle “scannel­lature” sono sostanzialmente costanti, e così anche i rapporti assi minori/assi maggiori delle “vaschette di corrosione” e dei “fori di dissoluzione” dei solcati carsici. Risulta inol­tre evidente un caratteristico sviluppo di queste forme di dissoluzione nel corso del tempo. La dissoluzione anisotropa dei calcari dipende probabilmente da microfessurazioni pre­senti in essi e dalle condizioni geolitologiche delle masse rocciose; non viene evidenziata invece nessuna correlazione rispetto alle direzioni dei venti prevalenti sul territorio. Sul Canin le dimensioni assolute delle scannellature e dei fori di dissoluzione sono da due a quattro volte maggiori in confronto al Carso. Il rapporto profondità/lunghezza delle scannellature del Canin corrisponde tuttavia a quello del Carso; il rapporto profondità/ larghezza è circa triplo in conseguenza dell’inclinazione doppia di questi canali. Anche i rapporti asse minore/asse maggiore dei fori di dissoluzione risultano uguali tra stazioni del Canin e Carso e analoga corrispondenza si riscontra tra i rapporti dei fori maggiori del Canin (pozzi) e quelli delle doline del Carso e del Veneto. Le vaschette di corrosione risultano poco rappresentate sul Canin probabilmente a causa di un glacialismo più esteso fno ad epoche relativamente vicine e dei lunghi periodi di innevamento del suolo. I rapporti tra le misure delle stazioni carsiche e quelle sul Canin rivelano un compor­tamento dei calcari indipendente dall’età delle rispettive formazioni geologiche e delle condizioni climatiche attuali.
ELIO POLLI Distribuzione delle Filicales nelle cavità del Carso triestino – pp. 101-117
Viene considerata la distribuzione delle 13 specie di Filicales attualmente presenti nelle 130 cavità del Carso triestino indagate nell’arco di un ventennio per le specifche caratteri­stiche speleobotanico-vegetazionali. Di ciascuna specie vengono inoltre presi in esame ed evidenziati gli aspetti ecologici. Si segnalano a tale proposito Cystopteris fragilis, Polysti-chum aculeatum, Dryopteris dilatata e Polypodium australe, entità richiedenti particolari condizioni morfologiche e topoclimatiche.
EGIZIO FARAONE Mappa del 1649, con l’indicazione di due foibe, nel territorio di San Lorenzo al Pasenatico (Lovreč – Istria) – pp. 119-126
Si dà notizia di una mappa di area veneta, disegnata a metà del Seicento, che porta l’indi­cazione di due cavità a sviluppo verticale (foibe).