VOLUME XXXI – 1992-1993

 

INDICE GENERALE VOLUME XXXI – 1992-1993

Trieste 1994
PINO GUIDI Relazione dell’attività della Commissione Grotte «E. Boegan» nell’anno
1992 –pp. 5-12
PINO GUIDI Relazione dell’attività della Commissione Grotte «E. Boegan» nell’anno
1993 – pp. 13-20
LA REDAZIONE Progetto Timavo – pp. 23-24
Presentazione del volume dedicato alle esplorazioni e studi del complesso delle Risorgive
del Timavo.
PAOLO GUGLIA Risultati esplorativi del «Progetto Timavo» (1990-1993) – pp. 25-48 Nel periodo 1990-1993 sono state eseguite numerose immersioni all’interno dei vani ipo­gei allagati presenti nella zona delle risorgive del fume Timavo e nelle sue immediate vicinanze. Durante tali immersioni, è stata raccolta dalle singole squadre subacquee una ingente mole di dati topografci che, dopo essere stati elaborati dall’organizzazione del «Progetto Timavo», hanno permesso di tracciare una planimetria di tutti i passaggi esplo­rati, aventi una lunghezza complessiva di m 1.969 ed una profondità massima in immer­sione di m 82.Il rilievo elaborato mette per la prima volta a disposizione degli studiosi delle varie disci­pline un valido strumento descrittivo di quella vasta rete di passaggi allagati che costitui­sce il «Complesso del Timavo», sistema di gallerie tante volte ipotizzato ma che solo ora comincia ad essere conosciuto nella sua reale estensione.
Le scoperte ed i rilevamenti effettuati nel quadriennio rappresentano infne un notevole risultato esplorativo, soprattutto in considerazione delle diffcoltà tecniche (forte corrente ed elevata torbidità dell’acqua) riscontrate durante le immersioni.
FRANCO CUCCHI Geologia dell’area di San Giovanni al Timavo – pp. 49-58 L’area di San Giovanni al Timavo, ove vengono alla luce da vari punti le acque ipogee del F. Timavo, ha caratteristiche geologiche particolari che nel tempo hanno favorito la localizzazione e la genesi del complesso ipogeo delle risorgive. Sinteticamente fra le concause vanno considerate:

  1. il confnamento litologico laterale dei termini calcarei, dato da fysch a meridione e da dolomie a settentrione;
  2. l’evoluzione tettonica, antica e recente, che ha conferito all’area minor energia di rilievo rispetto a quella a monte;
  1. la miscelazione di acque provenienti da bacini idrici diversi con acque salmastre, salate e termali;
  2. le variazioni del livello di base.

FABIO STOCH, SERGIO DOLCE Progetto Timavo: risultati delle indagini sulla fauna delle acque sotterranee – pp. 59-71
Vengono riportati i risultati delle ricerche sulla fauna delle acque carsiche sotterranee del comprensorio delle Risorgive del Timavo e della grotta di Trebiciano (Carso triestino); tralasciando gli elementi stigosseni, risultano note nell’area 44 specie, di cui 15 stigofle e 29 stigobie. La presenza delle specie stigobionti viene discussa in relazione alla distri­buzione geografca e al loro possibile uso come marcatori biologici di acque carsiche di diversa provenienza.
FABIO GEMITI Indagini idrochimiche alle risorgive del Timavo – pp. 73-83
Dopo una sintesi delle attuali conoscenze sull’idrologia della zona compresa tra Doberdò e S. Giovanni al Timavo vengono riportati i risultati delle indagini idrochimiche, condotte sulle acque prelevate nelle gallerie sommerse del Timavo e in altre cavità della zona.
Le acque del Timavo presentano tutte la stessa facies chimica per cui risulta impossibile formulare ipotesi sui rapporti di miscelazione tra i tre tipi di acque (alto-Timavo, carsiche, Isonzo) che alimentano le risorgive.
L’analisi chimica ha invece permesso di mettere in evidenza l’esistenza di falde idriche, alimentate dalle acque di percolazione locali, prossime al Timavo ma idrologicamente indipendenti.
FRANCO CUCCHI, FRANCESCO GIORGETTI, FEDERICO PILLININI Risul­tati di indagini elettromagnetiche eseguite sul Carso triestino – pp. 85-92 Si è sperimentato il metodo di prospezione elettromagnetica VLF (Very Low Frequency) su una porzione di territorio carsico per evidenziare eventuali anomalie imputabili alle vie di principale defusso sotterraneo del Fiume Timavo. La zona indagata è situata nel Carso Triestino centro occidentale. Sono stati indagati 11 profli per un totale di 25 chilometri: in ogni punto di misura, effettuato ogni 10 metri, è stata rilevata sia la componente reale che quella immaginaria del vettore rotante risultante. I dati rilevati in campagna sono stati fltrati con un opportuno fltro matematico. Da un centinaio di indicazioni di anomalia rilevate complessivamente se ne sono selezionate circa una ventina sicuramente attribu­ibili a cause geologiche e non a opere artifciali molto frequenti nell’area esaminata. Le interpretazioni geologiche hanno permesso di identifcare una anomalia riferibile ad un ramo del F. Timavo in località San Giovanni al Timavo, alla profondità di 150 metri, 850 metri ad est delle risorgive del fume. Si è inoltre individuata la presenza di acqua dolce, dispersa a profondità variabili dai 15 ai 60 metri, in prossimità del confne di Stato all’al­tezza di Ceroglie dell’Ermada – San Pelagio. Le altre anomalie sono state valutate come buoni conduttori costituiti prevalentemente da depositi argillosi.
EGIZIO FARAONE Le ricerche del Timavo sotterraneo in relazione all’approvvigio­namento idrico della città di Trieste (1841-1842) – pp. 93-156
Il rapido sviluppo di Trieste nell’Ottocento solleva il problema del suo rifornimento idri­co. Per circa un quarto di secolo si tenterà di utilizzare a tale scopo il corso sotterraneo del Timavo. Non si otterranno risultati pratici, ma tali ricerche saranno di grande aiuto al progresso della speleologia. Qui si considera il periodo 1841-1842, nel quale inizia l’esplorazione verticale.