2003 – Esperienze scolastiche

 

ESPERIENZE SCOLASTICHE SPELEOLOGICHE

Alunni della Scuola media G. Caprin di Trieste nella grotta Zita
Pubblicato sul n. 48 di PROGRESSIONE – anno 2003

Nell’ambito delle attività extracurriculari promosse da alcune scuole medie triestine, l’insegnante delle materie scientifiche ha molto spesso affrontato, generalmente in compresenza con il docente di lettere ed assieme agli allievi delle varie classi del triennio, lo studio dell’altipiano carsico nei suoi molteplici aspetti. Tale indagine, effettuata a più riprese con metodi diversi a partire dagli anni ’80 – e che ad esempio prosegue tuttora nella sfera delle attività imperniate sull’Ambiente all’Istituto Comprensivo di Valmaura (Scuola media “G. Caprin”) – è sorta principalmente dalla constatazione che gli allievi stessi vivono in una realtà quotidiana totalmente avulsa da ogni contatto con l’ambiente naturale circostante. Per cui si è ritenuto opportuno accostarli ad una comprensione dell’ambiente stesso per una sua fruizione più proficua ed attiva. Fra gli obiettivi presi in considerazione, di primaria importanza è stato quello di far conoscere il passato vissuto dall’uomo sul Carso; ma fondamentali sono stati anche quelli volti a promuovere l’interesse per la ricerca, per la scoperta e per l’osservazione delle caratteristiche dei vari ambienti e così pure quello di apprendere un metodo per leggere ed interpretare l’altipiano carsico triestino per poterlo meglio conoscere. E tutto ciò cercando di far acquisire agli allievi la consapevolezza della necessità di rispettare e tutelare l’equilibrio ambientale. A tale scopo, oltre ad una solerte attività in classe, sono state effettuate numerose visite a specifiche istituzioni locali (ad esempio allo Speleovivarium, al Museo Civico di Storia Naturale, a “Carsiana” con la Grotta Piccola Jablenza, 162 VG, ed al Centro Didattico Naturalistico di Basovizza) cui sono seguite quelle in ambienti carsici di particolare interesse morfologico, storico e naturalistico. Sempre in accordo con gli obiettivi ed i contenuti delle discipline coinvolte, come in­dicato nei programmi ministeriali per la scuola media. Le escursioni, effettuate nell’arco di una mattinata e talvolta di un’intera giornata, hanno avuto dunque quale scopo essenziale quello di far conoscere l’ambiente carsico epigeo ma, soprattutto, quello più stimolante ipogeo, con le sue morfologie più pittoresche e significative. Sono stati di conseguenza ideati degli itinerari di agevole percorrenza, lungo i quali si manifestasse la maggior varietà possibile dei fenomeni morfologici e che si trovassero in prossimità di località carsiche facilmente raggiungibili con i servizi di bus extraurbani. Durante le varie escursioni, effettuate nell’arco di tutto il periodo scolastico, gli allievi hanno così avuto modo di constatare di fatto quanto appreso in classe e di farsi un’idea più precisa e reale dell’ambiente carsico. Adeguatamente preparati, sono così entrati in alcuni ipogei di notevole interesse, quali ad esempio la Grotta Azzurra (257 VG), la Grotta Cosmini (561 VG), la Grotta Gialla (932 VG) e quella di Tarnovizza (242 VG) nei dintorni di Samatorza, ma anche in altri, presso Gabrovizza, come nella Grotta dell’Orso (7 VG) e, limitatamente al primo tratto, nella Grotta Ercole (6 VG). E’ risultata d’obbligo, ad ogni ciclo triennale, la visita alla Grotta Gigante (2 VG). Nel corso di remunerative escursioni effettuate nella Val Rosandra, gli allievi, dopo essere entrati per alcuni metri nell’Antro di Bagnoli (105 VG), hanno potuto accedere alla Grotta delle Gallerie (420 VG), alla vicina Grotta del Guano (2686 VG) e, a piccoli gruppi, alla Grotta della Sfesa (3029 VG). Sul versante vallivo opposto, in prossimità della Sella della Bora (q. 350 m), si è individuato l’ingresso appartato della Grotta delle Tacche (4493 VG) e si è successivamente entrati nella suggestiva Grotta di Crogle (2716 VG), raggiunta dopo una breve visita alla Grotta delle Antiche Iscrizioni (3969 VG), risorgiva fossile situata sul margine sud-ovest del Monte Carso. Nell’ambito di un’escursione effettuata nel Bosco Igouza di Basovizza, gli allievi hanno anche avuto l’occasione di osservare nella Fovèa Zaganghe (118 VG), proprio mentre venivano loro illustrati gli aspetti morfologici e speleobotanici del Pozzo, un esemplare di allocco nella sua dimora. Sempre nelle adiacenze di quest’ultima località, ma più a sud-est, anni addietro veniva visitata, con una certa frequenza e con notevole interesse, la Grotta Bac (49 VG); nella non distante Particella Sperimentale del Bosco Bazzoni, continuano invece tuttora i sopralluoghi nella dolina in cui si apre la Caverna delle Selci (140 VG). Nel comprensorio di Fernetti sono state spesso prese in considerazione alcune cavità d’importanza soprattutto preistorica, come la Caverna degli Sterpi (1101 VG), la Grotta del Frassino (2432 VG), quella dei Ciclami (2433 VG), le Tre Querce (1102 VG), la Sottomonte (2434 VG) e qualcun’altra, d’interesse morfologico e vegetazionale, come la “Perle Due” (4203 VG). Sono state pure visitate numerose cavità ubicate nelle zone di Prosecco, Santa Croce ed Aurisina. Fra quelle che hanno destato maggiore curiosità, vivo interesse e mera sorpresa negli allievi, vanno citate la Grotta degli Occhiali (274 VG), la Grotta del Bersaglio Militare (1778 VG), la Noè (90 VG), la Moser (1096 VG) e quella vicina delle Radici (256 VG), la Grotta del Mago Merlino (347 VG), la Caverna Caterina (239 VG), la Lesa Pecina (237 VG) e, nella non distante zona di Slivia, la Grotta dei Cacciatori (97 VG). Nel corso di escursioni a più ampio respiro, relative alle testimonianze della Prima Guerra Mondiale, sono stati individuati e visitati alcuni fra gli ipogei meglio adattati a scopi bellici presenti nel complesso dei Monti Ermada e Cocco e recentemente rimessi mirabilmente in sesto dal Gruppo Cavità Artificiali della SAG: la Grotta Karl (o del Pilone, 5020 VG) e la Zita (o della Gavetta, 5441 VG). Nelle adiacenze si sono pure visitate la Cavena Doerfler (3720 VG) e quella del Generatore (3719 VG), oltre alla classica Grotta sul Monte Ermada (4501 VG). Durante le visite alle cavità gli allievi hanno avuto costantemente modo di effettuare numerose e varie osservazioni, sotto la guida dei docenti ma anche in modo autonomo. Queste hanno generalmente riguardato sia il topoclima del sito visitato, con misurazioni della temperatura e dell’umidità relativa in punti diversi dell’ambiente in rapporto al fenomeno dell’inversione termica, sia gli aspetti morfologici dell’ipogeo con l’osservazione delle formazioni stalattititiche, stalagmitiche, delle colate calcitiche, delle vasche d’acqua e delle variegate concrezioni tappezzanti le pareti ed il suolo. Numerose sono sempre state le immagini assunte con le macchine fotografiche, tradizionali e digitali. Nel caso di visite a grotte e ripari preistorici, si è cercato di illustrare agli allievi l’attività umana nelle specifiche età abitative. Hanno costantemente destato un notevole interesse nei ragazzi sia le osservazioni a carattere biospeleologico che quelle d’impronta botanico-vegetazionale. Le prime hanno comunque prevalso sulle seconde: infatti la scoperta e lo studio degli animali che vivono negli ipogei – dai piccoli crostacei nelle pozze d’acqua alle pallide cavallette cavernicole sulle pareti, dai pipistrelli in letargo ai furtivi tassi ed all’imponente orso delle caverne, anche se soltanto in fedele riproduzione – suscitano sempre un notevole interesse e viva emozione negli allievi. Per quanto riguarda gli aspetti morfologici delle cavità visitate, sono risultate di gran lunga preferite dagli allievi quelle di minori dimensioni purché provviste di facili passaggi, di modesti salti (come ad esempio la Grotta del Monte Gurca, 249 VG) di strettoie, di cunicoli anche angusti, nei quali poter inoltrarsi procedendo a carponi o strisciando in modo malagevole ma con grande soddisfazione personale, come regolarmente avviene, ad esempio, ad ogni sopralluogo alla Grotta Gialla (932 VG). È da mettere infine in rilievo come, da questa stimolante e pluriannuale esperienza scolastica, una buona percentuale di allievi abbia negli anni successivi continuato a frequentare parte degli ipogei visitati, accompagnando spesso in questi
i genitori, i conoscenti e gli amici. Alcuni di essi, illuminati da sano entusiasmo divenuto poi autentica passione, si sono iscritti a qualche gruppo speleologico locale, cui forniscono tuttora un proficuo e prezioso apporto personale.
Elio Polli

Escursione didattico naturalistica nella Caverna Caterina 146/239 VG. (Foto E. Polli)